Il Parto nella Giungla e i Vietcong Deluchiani
Con la consueta, leggendaria tempestività che caratterizza le truppe del centrosinistra, la montagna ha finalmente partorito. E lo ha fatto senza alcuna fretta, centellinando i tempi con quella flemma tipica di chi non ha ben chiaro se stia marciando verso Palazzo Zanca o verso il patibolo. Tutto questo fingendo di ignorare le sirene deluchiane: messaggi sibillini, diffusi nell’etere dello Stretto, che ricordano tanto le trasmissioni psicologiche dei Vietcong recapitate di notte alle truppe americane. Soldati estenuati, demotivati, persi in una giungla di correnti interne e in preda alle allucinazioni politiche.
Eppure, alla fine, dalla trincea è spuntato un nome.
Il Trionfo: 16 a 15
La direzione provinciale del partito ha infatti approvato la relazione del segretario Armando Hyerace. Il verdetto? Antonella Russo è la prescelta per la candidatura a sindaco di Messina. Ma è nei numeri che si annida la vera, inebriante vittoria di questa segreteria: 16 voti favorevoli. E ben 15 contrari. Un plebiscito, una valanga inarrestabile di consensi che certifica la proverbiale e granitica compattezza del Partito Democratico.
Quando si vince con lo scarto oceanico di un (1) voto, d’altronde, significa che l’entusiasmo e l’armonia sono letteralmente incontenibili.
Il Tavolo Regionale e la Pace (Armata)
Dunque, il dado è tratto. La consigliera è ufficialmente la candidata dei democratici e, salvo imboscate dell’ultimo minuto, entro domani riceverà l’unzione ufficiale anche dal resto della coalizione. Lo ha solennemente annunciato ieri il “tavolo regionale”, quell’entità mitologica della politica siciliana che si colloca esattamente a metà tra una seduta spiritica e una riunione di condominio.
Tutto risolto, quindi? Le correnti sono domate? Certamente. Come testimonia plasticamente quella votazione sul filo del rasoio, le tensioni e le polemiche all’interno del Pd messinese sono spente esattamente come un incendio doloso in pieno agosto.
Il partito è finalmente unito e pronto alla battaglia. Contro sé stesso, s’intende. Per affrontare gli avversari veri, magari, ci si attrezzerà alla prossima legislatura.




