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Marzo

Messina, Sciacca all’attacco sulle dimissioni di Basile: “Una truffa alla città, rischio commissariamento”

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Il j’accuse del candidato civico sulle dimissioni ritardate: «Non è un errore, ma una truffa premeditata ai danni di Messina».

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Il candidato sindaco di Rinascita Messina rincara la dose sui tempi delle dimissioni dell’amministrazione uscente, definendo l’operazione una mossa calcolata e chiedendo un decreto per blindare il voto.

L’ingegnere Gaetano Sciacca non usa mezzi termini per definire l’attuale scenario politico ed elettorale messinese. Nel corso della sua presentazione ufficiale come candidato sindaco per il gruppo civico Rinascita Messina, Sciacca ha fatto proprie e amplificato le criticità sollevate dal giudice Angelo Giorgianni nel suo intervento precedente in merito alle tempistiche delle dimissioni dell’ex amministrazione.

L’ombra del calcolo politico e il rischio Tar

Secondo Sciacca, la discrepanza tra le date delle dimissioni e i termini di legge per accedere alla finestra elettorale non è affatto frutto di una svista. Il candidato civico ha articolato la sua denuncia pubblica evidenziando i gravi rischi per la tenuta democratica e amministrativa della città:

  • L’unica finestra temporale utile per accedere alle elezioni del 24 e 25 maggio richiedeva che le dimissioni fossero rassegnate entro il 4 febbraio, e non il 7.
  • A causa dei venti giorni di legge necessari per rendere le dimissioni efficaci, la data si sposta al 27 febbraio, compromettendo di fatto i termini per quella tornata elettorale.
  • Sciacca ritiene che questo slittamento non sia casuale, ma rappresenti un’azione calcolata al millimetro.
  • L’ingegnere definisce questa dinamica come una vera e propria “truffa ai danni della città” compiuta in modo consapevole.
  • Il rischio concreto, avverte Sciacca, è che si assista a un’ondata di ricorsi al Tar capaci di invalidare le elezioni e condannare Messina a un commissariamento lungo un anno e mezzo.

La soluzione normativa e i toni del confronto

Per evitare che la città subisca “ulteriormente scacchi e violenze” che non le appartengono, il candidato di Rinascita Messina ha avanzato una precisa richiesta istituzionale: sollecitare il Governo regionale affinché chieda a quello nazionale l’emanazione di un decreto legge che sani le scadenze e prevenga l’invalidamento delle elezioni.

Interpellato sulle difficoltà di una campagna elettorale che si preannuncia tesa, l’ingegnere ha tracciato in modo netto la linea d’azione del suo schieramento esprimendo la ferma volontà di tenersi lontano da querelle e denunce, condannando in particolar modo la violenza verbale, definita “peggio della violenza fisica”, oltre che rispettare la volontà della coalizione che è quella di confrontarsi esclusivamente sui contenuti, sui progetti e sui programmi tecnici. Inoltre risulta primaria secondo Sciacca l’urgenza di risollevare Messina, descritta come una città “distrutta da scelte scellerate di questa amministrazione”.

L’appello agli astenuti

Il lavoro politico di Rinascita Messina è appena iniziato e guarda già all’espansione della base elettorale. Il prossimo passo strategico sarà la formazione di ulteriori liste a supporto della candidatura a sindaco, poiché una sola non viene ritenuta sufficiente per affrontare la sfida. L’obiettivo dichiarato da Sciacca è intercettare l’entusiasmo di chi ha smesso di votare, raccogliendo le istanze di quei cittadini ormai disaffezionati alla politica tradizionale.

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