

Un rifiuto di accettare la fine della relazione trasformatosi in una brutale e prolungata aggressione. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026, una donna di 35 anni è stata vittima della violenza dell’ex convivente a Giardini Naxos. L’uomo, un 41enne, è stato arrestato e si trova ora in custodia cautelare in carcere su disposizione del GIP del Tribunale di Messina.
A far scattare l’allarme sono stati i genitori della vittima, che hanno chiamato il “112 NUE” segnalando che la figlia era trattenuta e picchiata dall’ex compagno all’interno della propria abitazione. Il tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Taormina ha permesso di porre fine a ore di terrore.
Secondo le indagini coordinate dalla Procura distrettuale di Messina, la violenza è scaturita dalla volontà prevaricatrice dell’uomo di mantenere in vita un rapporto che la donna aveva deciso di chiudere. Durante la segregazione in casa, l’uomo ha messo in atto violenze inaudite. L’uomo infatti avrebbe rinchiuso la 35enne per svariate ore, impedendole di allontanarsi. L’avrebbe percossa con calci, pugni e morsi. Avrebbe tentato di strangolarla e di scaraventarla dalla tromba delle scale, generando un serio pericolo di vita. Le ha sottratto il cellulare con violenza e minaccia per setacciare la memoria alla ricerca di messaggi e dati appartenenti alla sua sfera privata.
I successivi approfondimenti hanno rivelato che l’aggressione di sabato notte è stata il culmine di un’escalation iniziata nel settembre 2025. Da quando la donna aveva deciso di interrompere la relazione, il 41enne aveva messo in atto una serie di violenze fisiche e vessazioni psicologiche.
Il quadro accusatorio a carico dell’indagato è gravissimo e comprende:
- Tentato femminicidio, reato di recente introduzione per effetto della legge n. 181 del 2 dicembre 2025.
- Atti persecutori (stalking).
- Maltrattamenti e sequestro di persona.
- Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
Un aspetto cruciale di questa drammatica vicenda è stata la gestione dell’ascolto della vittima. Come previsto dalla nuova legge sul femminicidio e dai reati da “codice rosso”, il Pubblico Ministero ha proceduto all’audizione della donna avvalendosi dell’ausilio di un esperto psicologo. Questa procedura ha dato tempestiva attuazione al protocollo d’intesa siglato lo scorso 19 dicembre 2025 tra la Procura di Messina, le istituzioni sanitarie locali e l’Università, volto a garantire supporto immediato alle vittime di reati ad alto impatto traumatico.
La Procura della Repubblica di Messina precisa, infine, che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza irrevocabile.








