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L’uomo del popolo e l’affare milionario: perché le domande su De Luca sono un dovere democratico

- 24/02/2026
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Le dichiarazioni di Cateno De Luca provano a trasformare una questione politica in una vicenda personale. Ma il punto non è familiare. È pubblico.Nessuno contesta il diritto di un giovane di fare impresa. Nessuno mette in discussione il sostegno economico di un padre. Il tema è la coerenza tra ciò che si racconta ai cittadini e ciò che si pratica.Da anni De Luca costruisce la propria immagine sull’uomo del popolo, cresciuto nei sacrifici, difensore del piccolo artigianato, promotore di lavori tradizionali, sostenitore di progetti comunali per giovani impegnati in attività temporanee e spesso precarie. Una narrazione fondata sulla semplicità, sulla fatica, sulla distanza dai privilegi.Poi scopriamo un investimento da un milione di euro per l’avvio di uno stabilimento balneare. Non è una colpa. Ma è legittimo chiedersi dove finisca la retorica e dove inizi la realtà.

A rendere la vicenda ancora più delicata è la presenza nella compagine societaria di Fenavi Group, società collegata all’area dei servizi e delle strutture associative riconducibili a Fenapi. E qui la domanda diventa inevitabile: se si tratta semplicemente dell’iniziativa imprenditoriale di un ragazzo che vuole gestire un lido, perché entra in gioco una società di consulenza legata al mondo del patronato e dell’assistenza alle imprese? Qual è la funzione di questa presenza? Qual è il perimetro reale dei rapporti tra attività politica, mondo associativo e iniziativa privata? Non basta gridare al “fango”. Non basta evocare persecuzioni o tempismi elettorali.Chi guida un partito e interviene sulle regole che disciplinano concessioni, imprese e attività economiche deve accettare un livello di scrutinio più alto.La politica non si misura con le dichiarazioni emotive.Si misura con la coerenza.E quando la distanza tra la narrazione pubblica e i fatti diventa così evidente, le domande non sono un attacco: sono un dovere democratico.

Se questa è la trasparenza che viene proposta, allora il problema non è la stampa. È la credibilità.

deluca sturzo