

di NINO PRINCIPATO
Stranamente e inspiegabilmente, con una decisione che quanto meno è assurda e senza senso, lo Stato destina l’opera al Museo napoletano di Capodimonte, anche se è di proprietà statale, che nulla ha a che vedere con Antonello.
Logica vuole, invece, che la tavoletta sia destinata al Museo Regionale e per due motivi: Antonello era messinese e non napoletano e nel nostro Museo sono custoditi due opere del pittore, il Polittico di San Gregorio e la tavoletta devozionale bifronte con al recto la “Madonna col Bambino e in basso un monaco francescano offerente” (il committente) e al verso l’”Ecce Homo” con la corda al collo (16×11,9 cm.) databile al 1465-70, acquistata nel 2003 a un’asta di Christie’s per poco più di 250.000 sterline dalla Regione Siciliana che la destinò al museo messinese.


A parte che questo sarebbe un grave affronto per la città di Messina che ha avuto rubate, in passato, diverse opere trasferite al Museo di Capodimonte, una per tutte l’”Andata al Calvario” capolavoro di Polidoro Caldara da Caravaggio lodato da Giorgio Vasari per la sua eccellenza, olio su tavola del 1534 che il pittore dipinse per la messinese chiesa dei Catalani e che Ferdinando II di Borbone rubò per portarla a Napoli, appunto al Museo di Capodimonte e li rimasta (nella nostra chiesa si trova, purtroppo, la copia fotografica).
Lo splendido dipinto bifronte di Antonello acquistato dallo Stato Italiano raffigura, al recto, l’”Ecce Homo” e al verso “San Girolamo penitente”, una tempera e olio su tavola delle dimensioni di 19,5 x 14 cm. dipinta nel 1468 circa.
Si tratta di un meraviglioso esemplare di opera votiva che Antonello dipinse su commissione, una sorta di immaginetta devozionale che, date le sue contenutissime dimensioni, il committente avrebbe recato sempre con sé.
Sul recto é raffigurato l’”Ecce Homo” con la corda legata al collo, tema molto caro ad Antonello che ritroviamo nei suoi “Ecce Homo” di Piacenza presso la Galleria Alberoni, del Louvre a Parigi, di Genova a Palazzo Spinola e anche nella tavoletta bifronte del Museo Regionale di Messina.
Sul verso, Antonello raffigura “San Girolamo penitente nel deserto”, tema a lui caro che si trova nella tavoletta giovanile del 1460-65 circa conservata nella Pinacoteca Civica del Museo di Reggio Calabria. Il santo è raffigurato in ginocchio perché la sua missione è l’ascesi, la preghiera solitaria: gli ultimi anni della sua vita saranno dedicati alla meditazione sul mistero di Cristo.
Faccio appello alla senatrice Dafne Musolino, che sappiamo quanto ami Messina, affinché si interessi che quest’opera sia destinata al nostro Museo Regionale, con un accordo Stato-Regione Siciliana, sarebbe un gravissimo affronto se dovesse essere data al Museo di Capodimonte, si perpetuerebbero ancora una volta le ruberie che ha subito Messina da parte di questo Museo










