

Si è spento a 96 anni Antonino Zichichi, il fisico che ha trasformato la scienza in un palcoscenico, portando i misteri della materia nelle case degli italiani e il nome di Erice sulle mappe del mondo scientifico. La notizia, confermata dall’Ansa, segna l’addio a una figura monumentale e, al tempo stesso, profondamente divisiva.
Zichichi non è stato solo un volto televisivo. Prima dei talk show, ci sono stati i laboratori. La sua carriera è legata a doppio filo con il Cern di Ginevra, dove nel 1965 guidò il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone. Un risultato storico: era la prima volta che si vedeva un nucleo di antimateria, composto da un antiprotone e un antineutrone.
I suoi contributi tecnici spaziano dalla determinazione della costante di accoppiamento delle interazioni deboli alla struttura elettromagnetica del protone. È stato un costruttore di istituzioni: presidente dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), della Società Europea di Fisica e, soprattutto, “padre” dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, un’eccellenza mondiale scavata sotto la montagna per proteggere gli esperimenti dai raggi cosmici.
In Sicilia, la sua eredità ha un nome preciso: il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice. Fondato da Zichichi, è diventato per decenni un crocevia per premi Nobel e giovani ricercatori. La sua visione si estendeva oltre i confini europei con il World Lab, creato insieme a Isidor Isaac Rabi per sostenere progetti scientifici nei paesi del terzo mondo.
Nonostante il prestigio accademico, Zichichi ha vissuto una relazione turbolenta con una parte della comunità scientifica. Tre i fronti caldi che hanno alimentato le polemiche:
- L’evoluzionismo: Ha sempre criticato la teoria di Darwin, considerandola priva di una solida base matematica e di prove sufficienti.
- Il cambiamento climatico: È stato un noto scettico riguardo alla responsabilità umana nel riscaldamento globale, contestando l’affidabilità dei modelli matematici climatici.
- Scienza e Fede: Da fervente cattolico, ha sempre sostenuto che la scienza non potesse spiegare tutto e che l’armonia delle leggi fisiche fosse la prova di un disegno superiore.
Anche la sua ascesa politica nel mondo della scienza ebbe brusche frenate. Nel 1979, la sua candidatura alla direzione del Cern scatenò un vero e proprio caso internazionale. Il governo italiano premette così tanto per la sua nomina da creare una spaccatura diplomatica con il resto dei Paesi membri. Alla fine, con 12 voti contrari, la spuntò il tedesco Herwig Schopper, lasciando Zichichi fuori dalla stanza dei bottoni di Ginevra.
Con Antonino Zichichi scompare un protagonista del Novecento, un uomo che ha saputo rendere la fisica un argomento da prima serata, senza mai rinunciare a posizioni controcorrente che lo hanno reso, fino all’ultimo giorno, un “atomo instabile” nel panorama culturale italiano.










