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MILAZZO, IL CASO. Ritardi nell’accertamento sanitario: la denuncia di Todaro scuote il Palazzo

- 06/02/2026
comune milazzo

L’esposto dell’Amministratore di Sostegno Saverio Todaro ai vertici istituzionali e sanitari: «Impossibile attivare la procedura urgente durante le feste, tra uffici chiusi e rimpalli. La paziente costretta al Pronto Soccorso, ora si accertino le responsabilità»

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Un’accusa senza precedenti investe il Comune di Milazzo, sollevando il velo su una gestione delle emergenze sanitarie che appare inceppata proprio quando i cittadini ne hanno più bisogno. Al centro della vicenda c’è una PEC, inviata con urgenza ai vertici istituzionali, che denuncia ritardi gravissimi nell’esecuzione di un Accertamento Sanitario Obbligatorio (ASO), sfociati nel peggioramento clinico di una paziente costretta, infine, al ricorso disperato al Pronto Soccorso.

A sollevare il caso è Saverio Todaro. Non un semplice cittadino, ma una voce competente: Amministratore di Sostegno, membro della Consulta del Comune e con un passato da collaboratore in studi psichiatrici. La sua non è una lamentela generica, ma un atto d’accusa formale indirizzato a chiunque abbia responsabilità di governo e controllo in città: dal Sindaco al Comandante della Polizia Locale, passando per il Segretario Generale, i Consiglieri Comunali e i vertici di ASP e DSM.

I fatti risalgono al dicembre 2025. Secondo la ricostruzione di Todaro, la richiesta di ASO, avanzata formalmente da un sanitario, sarebbe rimasta lettera morta. Il motivo? Una burocrazia che sembra andare in ferie: uffici chiusi per le festività, Polizia Locale giudicata “non pronta” e servizi sociali che rinviano tutto a data da destinarsi. Una paralisi operativa che ha trasformato un protocollo sanitario in un’odissea per la paziente.

Todaro chiama in causa l’intera filiera di comando. Al Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, chiede conto della mancata attivazione. Al Comandante della Polizia Locale contesta la preparazione operativa. All’ASP e al DSM domanda se vi sia stata reale vigilanza sui protocolli, mentre Segretario Generale e Consiglieri vengono sollecitati a esercitare i loro poteri di controllo e trasparenza.

La vicenda mette a nudo una criticità sistemica: la tutela della salute mentale può fermarsi davanti a un “chiuso per ferie”? La denuncia punta a trasformare questo episodio in un caso di responsabilità pubblica, chiedendo chiarezza sui canali di comunicazione per le urgenze (ASO e TSO) e sui ruoli effettivi durante i periodi festivi. A Milazzo non si discute più solo di carte, ma di vite umane e della capacità della macchina amministrativa di rispondere “presente” quando l’emergenza chiama.

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