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Anno Giudiziario Tribunale di Messina, l’allarme del Presidente Lombardo: “Emergenza droga per i minori. La mafia punta ai cantieri del Ponte. Riforma Cartabia inefficace”

- 01/02/2026
lombardo anno giudiziario 2026 2

La relazione per l’apertura dell’anno giudiziario: «Attenzione alle intestazioni fittizie nei cantieri della grande opera e al rischio di azioni eversive». Allarme per lo spaccio di droghe sintetiche sul web e per la violenza di genere. L’affondo del Presidente: «La riforma Cartabia ha fallito, i processi restano troppo lenti»

Non usa giri di parole il Presidente Luigi Lombardo. Nella relazione per l’apertura dell’anno giudiziario, il Presidente della Corte d’Appello di Messina traccia una radiografia impietosa del distretto: una criminalità organizzata che si riorganizza silenziosamente, l’ombra delle infiltrazioni sui lavori del Ponte e un sistema processuale che, nonostante le riforme, resta “afflitto da una lentezza atavica”.

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L’affare Ponte: appetiti mafiosi ed eversione

È il tema più caldo. Con l’avvio delle opere propedeutiche per il Ponte sullo Stretto, il rischio non è solo teorico. Lombardo avverte: la cantierizzazione potrebbe “suscitare gli appetiti delle organizzazioni criminali”, pronte a imporre forniture, manodopera e subappalti, sfruttando la tecnica dell’intestazione fittizia di imprese. I numeri sono colossali: 14 miliardi per l’opera principale e 270 milioni per le opere compensative. Ma non c’è solo la mafia. La relazione segnala un rischio di eversione “interna”: i lavori potrebbero attirare gruppi anarco-insurrezionalisti da tutta Italia, con l’obiettivo di compiere atti di sabotaggio sul modello TAV. Un campanello d’allarme già suonato durante il “Carnevale No Ponte” del marzo 2025, sfociato in aggressioni alla Polizia.

L’emergenza droga: dallo “Spice” olandese allo spaccio in famiglia

È uno dei capitoli più inquietanti del report. Messina si conferma “crocevia fondamentale” e mercato di rilievo per ogni tipo di sostanza. Sebbene i procedimenti siano numericamente in calo (-27%), la gravità dei fatti è testimoniata dalle numerose misure cautelari eseguite. A preoccupare è la sofisticazione dei canali di approvvigionamento. Lombardo cita un’inchiesta che ha svelato un traffico di “Spice” (droga sintetica) importata direttamente dall’Olanda in quantità industriali. Gli ordini viaggiavano sul web, camuffati da commercio di prodotti leciti. Un’attività criminale che costituisce un business da 50.000 euro al mese. Il clan esercitava forti pressioni sugli spacciatori debitori, forte di un arsenale di armi e di un’autonomia che lo rendeva impermeabile alle interferenze di altri gruppi. Accanto al narcotraffico 2.0, resiste lo spaccio “a conduzione familiare”. Emblematico il caso di tre fratelli (aiutati dai genitori) che avevano trasformato la propria abitazione in un supermarket della droga: i clienti suonavano al citofono, superavano il cancello e salivano in casa per l’acquisto, in un rituale quotidiano e sfacciato. Particolarmente allarmante è la diffusione tra i giovani di droghe sintetiche e crack.

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Violenza di genere: calano gli omicidi, salgono gli abusi

Mentre gli omicidi volontari crollano del 39%, la violenza sulle donne presenta un conto salato. La relazione ricorda con dolore il femminicidio della studentessa ventiduenne Sara Campanella, uccisa nel marzo 2025 da un altro studente. I dati mostrano un trend in chiaroscuro:

Stalking in calo: Le iscrizioni sono scese del 21% (da 476 a 378). Violenza sessuale in aumento: I casi sono cresciuti del 9%, passando da 120 a 131.

Pubblica Amministrazione: la corruzione “invisibile”

“Il fenomeno lavora sotto traccia ed è lungi dall’essere debellato”, avverte Lombardo. Le statistiche segnano un calo dei reati contro la PA (corruzione -19%, malversazione -20%), ma il dato è ingannevole. La riduzione dei numeri non indica più onestà, ma una maggiore difficoltà nell’accertare i reati, complice anche l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e le recenti riforme. In controtendenza solo il peculato, cresciuto del 20%.

Economia e Ambiente: estorsioni e depuratori colabrodo

Sul fronte economico, la crisi d’impresa mostra un volto nuovo: crollo verticale delle bancarotte fraudolente (-69%) e semplici (-88%) grazie al nuovo codice della crisi. Tuttavia, un dato stona nel calo generale dei reati patrimoniali: le estorsioni sono in aumento del 4%, segnale che la pressione del racket sul tessuto produttivo non si allenta. Disastroso il quadro ambientale. Nonostante un calo statistico dei procedimenti (-28%) , la realtà racconta di depuratori quasi sempre privi di autorizzazione, obsoleti e malfunzionanti. Il risultato? Sversamenti in mare e accumulo illegale di fanghi che diventano discariche abusive, spesso con la complicità o l’inerzia di amministratori locali.

Il fallimento della Riforma Cartabia

La parte più politica della relazione è un atto d’accusa al legislatore. La riforma Cartabia, secondo Lombardo, non ha risolto nulla. L’udienza preliminare, concepita come filtro, non funziona: i giudici rinviano quasi tutti a giudizio. Il motivo è tecnico e psicologico: per mandare a processo basta un decreto non motivato, per assolvere serve scrivere una sentenza complessa. “Nel dubbio, il giudice rimette tutto al dibattimento”, intasando i tribunali. La proposta del Presidente è radicale: abolire l’udienza preliminare o rendere la citazione diretta la regola, riservando il filtro del GUP a pochissimi casi.

Giustizia lenta e prescrizione

Il processo penale resta una corsa a ostacoli. Senza una riforma della prescrizione – che oggi corre durante il processo incentivando gli imputati a tirare per le lunghe – i riti alternativi non decolleranno mai. La conclusione è amara: “Molte udienze si concludono senza la pronuncia di una sola sentenza”, soffocate da un’oralità esasperata che produce verbali di migliaia di pagine.

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