
All’Hotel Royal ufficializzato l’ingresso dell’ex presidente Arismè Vincenzo La Cava e di nuovi professionisti. Il leader regionale: «Città centrale per il progetto, pronti per le amministrative»

Prove tecniche di elezioni o, forse, qualcosa di più. Ismaele La Vardera sceglie l’Hotel Royal per tracciare la rotta di “Controcorrente” sullo Stretto e lanciare un messaggio chiaro agli alleati e agli avversari politici: il movimento non farà da spettatore. Nel pomeriggio messinese, il deputato regionale ha ufficializzato una serie di adesioni di peso che ridisegnano la geografia del gruppo in città, ma è sul fronte delle urne che arriva la notizia più rilevante.
«Saremo certamente presenti alle elezioni comunali», ha scandito La Vardera, alzando subito l’asticella: «Valuteremo anche di presentare un nostro candidato sindaco». Una dichiarazione che toglie il movimento dal limbo delle liste di appoggio e lo proietta verso un ruolo da protagonista. Messina, nelle parole del leader, è destinata a giocare «un ruolo fondamentale nella costruzione del movimento regionale», confermando che il radicamento nell’Isola è ormai una realtà consolidata.

Il perno della nuova operazione messinese è l’avvocato Vincenzo La Cava, ex presidente di Arismè, il cui ingresso segna un passaggio chiave per la strutturazione locale del partito. Ma la campagna acquisti tocca diverse categorie professionali e volti noti della politica cittadina. A firmare l’adesione sono stati anche gli avvocati Massimo Fiumara e Fortunato Strangi, insieme ai medici Pietro Cacace (già consigliere comunale), Marcello Parnasso (già candidato al consiglio) e alla dottoressa Loredana Polizzi. A testimoniare l’interesse verso il progetto, in sala erano presenti anche Mario Biancuzzo, storico ex consigliere della sesta circoscrizione, e il dottore Massimo De Pasquale.
L’obiettivo dichiarato è intercettare il voto d’opinione e quella parte di elettorato in cerca di discontinuità. «Sono felice di aver aderito a un movimento di rottura – ha commentato Vincenzo La Cava – che ha dimostrato non solo di saper denunciare, ma di proporre e sognare una Sicilia diversa». L’avvocato messinese ha poi offerto un retroscena che sa di avvertimento per gli equilibri locali: «Da 48 ore sono sommerso di chiamate da pezzi importanti della città che chiedono di aderire». Il prossimo passo sarà l’apertura di una sede fisica, per portare le battaglie del movimento «nel cuore delle istituzioni», con un asse diretto Messina-Palermo garantito dalla sponda di La Vardera all’Ars.











