
L’Autorità di bacino ripara l’argine del Gornalunga e demolisce la passerella sul Pagliara. Sbloccati iter per 12 milioni: basta attese colpevoli

È servita la paura per sbloccare l’inerzia. Il passaggio del ciclone Harry, con il suo strascico di danni e timori, ha costretto le istituzioni a prendere atto di una situazione di rischio non più rinviabile. Dopo mesi di attese, scatta la corsa ai ripari per mettere in sicurezza un territorio fragile, dove l’incoscienza dei ritardi passati rischiava di presentare un conto salatissimo.

L’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana è intervenuta d’urgenza su due fronti critici, nel Siracusano e nel Messinese, utilizzando risorse proprie per tamponare le ferite lasciate dal maltempo. A disporre gli interventi è stato il segretario generale Leonardo Santoro: 200mila euro per il Siracusano e 400mila per il Messinese.

Nel dettaglio, a Siracusa si è lavorato sul torrente Gornalunga, affluente del Simeto: ripristinato l’argine che aveva ceduto, provocando l’allagamento delle aree circostanti. Scenario simile, ma intervento diverso, nel Messinese, precisamente alla foce del fiume Pagliara, tra Furci Siculo e Roccalumera. Qui si è proceduto alla demolizione della passerella, già distrutta dalla furia delle acque e divenuta un pericolo imminente. Parallelamente, sono scattate le verifiche sugli argini di altri corsi d’acqua e la rimozione delle macerie dagli alvei per scongiurare “tappi” letali al deflusso.
Ma l’emergenza ha imposto un cambio di passo anche su opere che languivano sulla carta. L’iter per due interventi strutturali, già programmati ma fermi, ha subito una brusca accelerata. Si tratta del dragaggio dell’alveo del Gornalunga, affidato all’Esa per un importo di 7 milioni di euro, e dei lavori post-esondazione sul fiume Dittaino, gestiti dalla Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico per 5 milioni di euro.










