
Il Tribunale impone all’azienda la pubblicazione online del ricorso di due dipendenti: avevano chiesto i riposi ad aprile ricevendo un rifiuto, mentre ad altri colleghi venivano concessi. Ora gli atti sono visibili sul sito web.

MESSINA – Quella che sembrava una normale vertenza di lavoro su un giorno di ferie negato si sta trasformando in un caso di trasparenza amministrativa che costringe l’Azienda Trasporti Messina (ATM) a fare i conti pubblicamente con le proprie logiche gestionali. Al centro della disputa c’è il diniego opposto a due operatori d’esercizio per la giornata del 4 agosto 2025, un “no” motivato da esigenze di servizio che però, secondo i ricorrenti, nasconderebbe disparità di trattamento.
La vicenda vede protagonisti due dipendenti, assistiti dall’avvocato Antonio Daniele D’Orazio. Entrambi avevano richiesto con largo anticipo – ad aprile 2025 – di poter fruire di un giorno di ferie per il successivo 4 agosto. La risposta dell’azienda, arrivata solo a fine luglio, è stata negativa per entrambi. Tuttavia, i lavoratori hanno rilevato che, per la stessa data, altri colleghi con pari mansioni avevano ottenuto il permesso pur avendolo richiesto successivamente
Di fronte al sospetto di favoritismi, i due dipendenti hanno presentato un’istanza di accesso agli atti per conoscere il “piano ferie” e i nomi di chi era stato autorizzato ad assentarsi quel giorno, chiedendo specificamente le date di presentazione delle relative domande. L’ATM, però, ha opposto quello che tecnicamente si definisce “silenzio-rigetto”, non fornendo la documentazione richiesta.
La questione è approdata così al TAR di Catania. I giudici amministrativi, con le ordinanze n. 52/2026 e n. 3793/2025, hanno rilevato che l’accoglimento del ricorso potrebbe ledere la riservatezza degli altri dipendenti coinvolti (i cosiddetti controinteressati). Per questo motivo, il Tribunale ha ordinato una procedura straordinaria: la “notifica per pubblici proclami”.
In esecuzione di tale ordine, l’ATM è stata costretta a pubblicare sul proprio sito istituzionale l’intero contenuto dei ricorsi e delle ordinanze, rendendo di fatto pubblica la controversia interna. Come confermato dal portale aziendale, gli avvisi sono apparsi online tra il 13 e il 15 gennaio 2026, esponendo la gestione delle risorse umane al vaglio non solo dei giudici, ma dell’intera cittadinanza. La decisione finale sul merito della trasparenza aziendale è attesa per la camera di consiglio del prossimo 16 aprile.










