
L’Autorità chiude l’istruttoria avviata nel 2023: scagionati gli algoritmi delle compagnie. Cade anche il mito dei prezzi diversi in base allo smartphone usato. Ryanair domina i cieli delle isole

Niente “cartello”. Nessun algoritmo truccato per alzare i prezzi all’unisono, né prove di un accordo segreto tra le compagnie aeree per sfruttare i picchi di domanda. L’indagine dell’Antitrust sui mercati delle rotte domestiche da e per Sicilia e Sardegna si chiude con un’assoluzione per i vettori: non sono emersi fenomeni collusivi.
È quanto si legge nel rapporto finale pubblicato oggi nel Bollettino dell’Autorità, che mette la parola fine all’istruttoria aperta nel novembre 2023. Un fascicolo nato sull’onda delle proteste delle associazioni dei consumatori per il caro-voli record registrato durante le festività natalizie ed estive. La conclusione, formalizzata lo scorso 16 dicembre, conferma quanto già emerso nel report preliminare: le condotte delle compagnie sono legittime.
Il documento smonta anche una delle convinzioni più radicate tra i viaggiatori: l’idea che il prezzo del biglietto cambi a seconda del dispositivo utilizzato per la prenotazione. I test condotti dall’Antitrust hanno dato esito negativo. Che si cerchi un volo da un Pc, da un Mac, da uno smartphone Android o da un iPhone, la cifra non cambia. Per nessun operatore è stata riscontrata una variabilità significativa dei prezzi legata al device (profilazione tecnica). Le uniche oscillazioni rilevate, minime e limitate a un solo vettore, sono state classificate come trascurabili e dovute a pure coincidenze temporali durante i test.
Se non c’è dolo, c’è però confusione. L’Autorità, pur non sanzionando, accende un faro su una criticità strutturale: la difficoltà per i consumatori di comparare le tariffe. Oggi il trasporto aereo è un «servizio complesso» e la scarsa trasparenza impedisce agli utenti di cogliere appieno le differenze di prezzo tra i vari vettori. Questa opacità ha un costo: blocca la mobilità della domanda e riduce gli incentivi per le compagnie a farsi concorrenza vera sui prezzi. In sintesi, se il passeggero non riesce a confrontare mele con mele, il mercato non è efficiente.
Il rapporto scatta anche una fotografia aggiornata dei rapporti di forza nei cieli italiani. Nel 2024 Ryanair si conferma dominatrice assoluta. Sulle rotte per la Sicilia, la low cost irlandese detiene una quota di mercato tra il 50 e il 55%, staccando nettamente Ita Airways (ferma al 20-25%). Gli altri player, come easyJet, Wizz Air e Aeroitalia, si spartiscono le briciole (5-10% a testa). Scenario simile, ma più frammentato, in Sardegna: Ryanair guida con il 35-40%, seguita da una Aeroitalia in crescita (20-25%) e da Ita (15-20%). Chiudono la fila Volotea ed easyJet.
Resta sullo sfondo il tema sociale. Un’indagine Doxa citata nel report ricorda che chi vola verso le isole lo fa spesso per necessità affettive. Il 55% dei passeggeri siciliani e il 45% di quelli sardi viaggiano per tornare nel luogo di nascita o residenza. Un bacino di utenza enorme che, al di là delle dinamiche di mercato, continua a chiedere tariffe sostenibili e, soprattutto, chiare.








