

Laddove la burocrazia di Palazzo Zanca si era incagliata e gli uffici del sub-commissario Santi Trovato non avevano trovato il varco giusto, è arrivata la firma da Palermo. Renato Schifani, nella sua doppia veste di Governatore e Commissario al Risanamento, ha rotto gli indugi: le cinque famiglie del Rione Taormina, nuclei segnati dalla presenza di bambini con gravi fragilità, avranno una casa.
È servita una deroga specifica, un atto di imperio amministrativo che fa leva sulle prerogative della Legge speciale per le baraccopoli, per sbloccare un’emergenza che rischiava di trasformarsi in tragedia sociale. Cinque nuclei che da tempo vivevano nel limbo, sospesi tra l’invivibilità delle casette fatiscenti e le maglie troppo strette delle procedure standard, ottengono così il via libera per l’assegnazione di un alloggio.
A blindare politicamente l’operazione è Matilde Siracusano. Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, da sempre in prima linea sul fronte Risanamento, non nasconde la soddisfazione per un intervento che scavalca le lentezze locali: «Ringrazio il presidente Schifani per aver dato una risposta alla richiesta di futuro di cinque famiglie del Rione Taormina. Il presidente, utilizzando le prerogative previste dalla legge speciale, ha deciso di concedere la deroga per situazioni particolarmente drammatiche e gravi».
Per l’esponente di Forza Italia, il provvedimento è anche un colpo di spugna sulle tensioni delle ultime settimane: «Grazie a questo intervento, queste famiglie potranno dire addio all’orrore delle baracche. Questa decisione giusta e lungimirante mette la parola fine alle inutili polemiche dei giorni passati».
Ma se per cinque nuclei l’incubo finisce, per il resto della platea in attesa la tensione resta altissima. La “pace” auspicata dalla Siracusano rischia di essere solo apparente. La concessione della deroga, seppur sacrosanta dal punto di vista umanitario per la tutela dei minori fragili, ha inevitabilmente riacceso i riflettori sulla guerra tra poveri che si consuma ai margini delle graduatorie.
Dalle retrovie delle liste ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e tra gli esclusi del Risanamento, il mormorio si sta già trasformando in grido d’allarme. Il timore, concreto e palpabile tra le baracche non ancora abbattute, è che ogni assegnazione straordinaria sottragga risorse a chi attende il proprio turno da anni, magari posizionato in fondo a una graduatoria che sembra non scorrere mai. La deroga di Schifani salva cinque vite dall’inferno, ma lascia aperta la ferita di un’emergenza abitativa che a Messina è ancora ben lontana dalla parola fine.







