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Il “Commediante”. Lettera ai Messinesi per dignità ed orgoglio della storia cittadina

- 23/10/2025
de luca dimissioni carrubba

Finito l’esilio sull’Aventino, De Luca vorrebbe tornare a Messina da “ombra badante”. Crea il problema, si erge a salvatore e spinge per elezioni anticipate. Ma la città, stavolta, ha capito il gioco?

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Cari messinesi,

c’è un fatto. Anzi, c’è un ritorno. Che non è inaspettato, tutt’altro. La politica, che dovrebbe essere l’arte di amministrare la polis, qui somiglia sempre più a un teatro dell’assurdo, con un copione che si ripete. Cateno De Luca, l’uomo che aveva annunciato il suo ritiro sull’Aventino – un Aventino dedicato a scuole di formazione politica (con nomi insospettabili) e associazioni – non ha resistito. L’asfissia da palcoscenico ha avuto la meglio.

Così, l’attuale sindaco di Taormina – città di fatto abbandonata spesso per cavalcate elettorali fuori porta – torna a occuparsi a tempo pieno di Messina. Ma non torna da sindaco. Torna da “ombra badante” di Federico Basile, l’uomo che, carte alla mano, sarebbe l’unico ad avere il diritto di essere chiamato primo cittadino.

E invece no. De Luca riaffonda le mani nella città fino all’avambraccio. Come “il petrosino“, è ovunque: in ogni accordo, in ogni movimento dell’amministrazione. È un’ombra ingombrante che, ancora una volta, sparge instabilità. Sui social si assiste ad una grande abbuffata di comunicazione che “comunica” ogni cosa ed in ogni momento, con cadenza che rasenta quella oraria. Anche quella di Basile e della sua amministrazione è improvvisamente cambiata: adesso trasuda iperattività. Basile è pronto finalmente ad ascoltare, condividere, fare subito. Che miracolo miei cari messinesi!

Il colmo, in questa commedia, è il ruolo che si è ritagliato il sindaco di Taormina: quello del salvatore. Il messia pronto a risolvere i problemi. Viene da chiedersi: quali problemi? Forse quelli creati da lui stesso? Prima con l’abbandono della città per velleità tutte personali, poi con la Caporetto elettorale di Monza (da lui stesso ammessa), e infine con la gestione commissariata, di fatto, del suo delfino.

È uno schema vecchio, quasi stantio. Creare il problema per poi ergersi a risolutore. Il piromane che si traveste da pompiere.

Oggi De Luca tenta di rivestire la sgualcita tunica bianca del duro e puro, del “nuovo”, e annuncia elezioni anticipate. Qui, però, le domande si fanno serie. Davvero pensa di riconquistare una Messina che è, nei fatti, perduta, facendola ripiombare nel baratro di un nuovo commissariamento? E il sindaco Basile? Sarà davvero disposto a dimettersi? A rinunciare a un anno di sindacatura e a uno stipendio che, si dice, è da sindaco di Parigi (pur non parlando francese), solo per obbedienza? I messinesi faranno il dovuto esercizio di memoria?

Qualche testata, poche per la verità, lo scrive chiaro: “De Luca è un commediante finito”. Ma la domanda vera non riguarda lui, riguarda i cittadini. Dopo anni di annunci, proclami, sceneggiate e, ultima ieri, velate alleanze dichiarate a suon di piatti gastronomici costosi, fotografati e sbattuti sui social – in barba a chi non riesce a mettere in tavola un pasto decente – i messinesi che lo votarono per avere Basile, hanno finalmente capito?

Si preannuncia una campagna elettorale dura, violenta. In mezzo, ci sono i messinesi. Con il loro voto, quell’esercizio di dignità, potranno trasformare in concreto quel che oggi si legge sui social. O forse no. Perché si sa: i social sono una cosa, la realtà della pagnotta è tutt’altra.

Giuseppe Bevacqua

Giuseppe Bevacqua a Galati Mamertino
Giuseppe Bevacqua a Galati Mamertino
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