Giovanni Platania, 56 anni, ha ammesso le proprie responsabilità davanti al pm. È stato rintracciato dai carabinieri a Picanello con i vestiti ancora sporchi di sangue: nelle prossime ore scatta il provvedimento di fermo.

CATANIA – Ha ceduto durante l’interrogatorio e ha confessato tutto. Giovanni Platania, il 56enne accusato di aver accoltellato l’ex moglie ieri sera in via Villa Glori, ha ammesso le proprie responsabilità davanti al sostituto procuratore Emilia Rapisarda. Il movente del brutale tentato femminicidio affonda le radici in un mix di tensioni familiari e nell’incapacità dell’uomo di accettare la fine del suo matrimonio.

Il retroscena della vicenda è segnato da un dettaglio agghiacciante: Platania era tornato in libertà lo scorso 8 marzo, proprio nel giorno della Festa della Donna, dopo aver finito di scontare una condanna a sette anni per rapina. Durante la sua lunga permanenza in cella, il legame con la moglie si era logorato fino alla rottura definitiva. La coppia ha quattro figli, di cui una ancora minorenne. Dal momento della sua scarcerazione, l’uomo aveva ripetutamente cercato di riallacciare i rapporti, scontrandosi però con il fermo e definitivo rifiuto della donna. Un “no” che ha innescato l’escalation di violenza culminata nell’agguato di ieri davanti a un bazar del rione Picanello.
Dopo aver colpito la ex consorte, Platania si è allontanato a piedi senza però abbandonare il quartiere. I carabinieri del Nucleo Investigativo lo hanno rintracciato poco dopo in piazza Giambattista Bertolesi, uno dei tradizionali slarghi di ritrovo della zona. L’uomo non si è stupito né ha opposto resistenza alla vista dei militari. Addosso aveva ancora gli indumenti macchiati di sangue, reperti immediatamente presi in carico dagli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche (Sis) per le analisi del caso.
Le indagini e il fermo imminente
A illustrare i dettagli dell’operazione lampo è stato Matteo Alborghetti, comandante della Compagnia Carabinieri di Piazza Dante: gli immediati approfondimenti scattati sul luogo dell’aggressione “ci hanno consentito di stringere il cerchio intorno a un sospettato”, ha spiegato l’ufficiale, sottolineando come le ricerche serrate in tutta Picanello e nelle aree limitrofe abbiano permesso di rintracciare rapidamente il fuggitivo.
Ora la palla passa ai magistrati. La procuratrice aggiunta Liliana Todaro e la pm Rapisarda, forti del solido quadro probatorio raccolto e della confessione dell’indagato, stanno ultimando le carte. Come confermato dallo stesso Alborghetti, sussistono tutti gli elementi tecnici e temporali affinché la Procura disponga a stretto giro un decreto di fermo di indiziato di delitto, formalizzando l’arresto del 56enne.




