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Palazzo d’Orleans, doppio fronte giudiziario: la Regione parte civile contro il presidente dell’Ars Galvagno

- 25/02/2026
galvagno

Nel mirino della Giunta anche il depistaggio sul caso Mattarella. Valzer di nomine: scelti i vertici Ersu di Palermo, Catania e Messina. Frittitta all’Autorità di bacino

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PALERMO – È una seduta di Giunta dal doppio volto quella andata in scena ieri a Palazzo d’Orleans. Da una parte la gestione dell’ordinario, con il risiko delle nomine negli enti strategici; dall’altra una presa di posizione giudiziaria che rischia di creare più di un imbarazzo istituzionale. Il governo Schifani ha deliberato la costituzione di parte civile in due processi chiave, e il nome che fa rumore è quello di Gaetano Galvagno, attuale presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il caso Galvagno

La decisione degli assessori e del governatore segna un passaggio formale, quasi un atto dovuto, ma dal peso politico specifico rilevante. La Regione siederà tra le parti lese nel procedimento che vede la seconda carica istituzionale dell’Isola accusata di corruzione, falso, peculato e truffa. Al centro dell’inchiesta, l’utilizzo dei fondi regionali per l’organizzazione di eventi e presunte irregolarità nell’uso dell’auto di servizio. Una mossa che cristallizza la volontà di Palazzo d’Orleans di tutelare l’immagine dell’ente, anche a costo di fronteggiare in aula il vertice del Parlamento siciliano.

L’ombra sul delitto Mattarella

Il secondo fronte giudiziario guarda invece al passato, a una delle pagine più buie della storia siciliana. La Regione si costituirà parte civile anche nel processo sul depistaggio legato all’omicidio di Piersanti Mattarella, avvenuto il 6 gennaio 1980. Sotto accusa c’è l’ex prefetto Filippo Piritore, ai domiciliari dallo scorso dicembre. Secondo gli inquirenti, Piritore – all’epoca funzionario della Mobile di Palermo – avrebbe inquinato le indagini manipolando prove decisive, tra cui quel guanto di pelle marrone ritrovato nell’auto dei killer e misteriosamente sparito nel nulla.

Il valzer delle nomine: l’acqua e gli uffici strategici

Sul tavolo della Giunta, archiviato il capitolo giudiziario, si è aperto il dossier nomine. Renato Schifani ridisegna la mappa del potere burocratico partendo dall’emergenza idrica: Carmelo Frittitta, già dirigente generale all’Energia, assume l’incarico di segretario generale ad interim dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia. Una staffetta temporanea per coprire il vuoto lasciato da Leonardo Santoro, prossimo alla pensione dal primo marzo, in attesa che vengano definite le procedure per il successore definitivo. Conferma, invece, agli Affari extraregionali: Margherita Rizza è stata prorogata alla guida del dipartimento.

Diritto allo studio: la spartizione politica

Infine, il capitolo Ersu, dove la logica della ripartizione tra le forze di maggioranza appare nitida. Su proposta dell’assessore all’Istruzione Mimmo Turano, sono stati designati i nuovi presidenti degli Enti per il diritto allo studio. A Palermo la guida va a Giuseppe Giordano, in quota Forza Italia. Catania vira verso la Lega con la nomina di Salvatore Santamaria, mentre a Messina la presidenza è affidata ad Alberto De Luca, profilo vicino a Fratelli d’Italia. Per l’ufficialità manca ora solo l’ultimo passaggio: il parere obbligatorio della commissione Affari istituzionali dell’Ars.

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