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Taormina, l’illusione della destagionalizzazione e il rischio “città fantasma”: l’appello dei commercianti

- 22/02/2026
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L’allarme dei commercianti per le vetrine spente in Corso Umberto e la richiesta di un tavolo tecnico per programmare eventi di respiro nazionale. Intanto, l’ex sindaco Bolognari frena sui trionfalismi legati ai flussi turistici.

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Il salotto buono di Corso Umberto segnato da troppe saracinesche abbassate e una destagionalizzazione che, al netto dei proclami, appare ancora un traguardo lontano. Taormina si interroga sul proprio modello di accoglienza nei mesi invernali, stretta tra le naturali dinamiche dei flussi turistici e l’esigenza di non spegnere completamente le luci della “Perla dello Jonio”.

A lanciare l’allarme è Carmelo Pintaudi, presidente di “Imprenditori Taormina”, la principale sigla del settore commerciale cittadino. L’obiettivo è chiaro: evitare che nei periodi di bassa stagione la città si trasformi in un deserto di vetrine spente.

L’urgenza di un calendario condiviso

La questione non è legata a una crisi economica estemporanea, ma a una ciclicità fisiologica che si ripete puntualmente ogni anno. Il movimento degli arrivi mantiene il suo storico andamento “ondulatorio”, smentendo di fatto le narrazioni più trionfalistiche su una destagionalizzazione ormai compiuta.

Per arginare il fenomeno, i commercianti chiedono un cambio di passo sul fronte della programmazione. “Di realizzare un calendario efficace si parla da tempo immemorabile”, sottolinea Pintaudi. “È arrivato, adesso, il momento di sedersi ad un tavolo tecnico, con l’amministrazione comunale, per definire un programma efficace in questo settore da mettere in atto, magari, il prossimo anno”. Un’istanza di collaborazione, quella rivolta agli inquilini di Palazzo dei Giurati, condivisa in pieno anche dalle associazioni degli albergatori.

Grandi eventi e il ruolo delle griffe

Mantenere viva la città richiede investimenti e una visione che vada oltre i confini provinciali. “Tra le proposte che ci stanno a cuore vi è quella di programmare iniziative di intrattenimento di respiro, almeno nazionale”, precisa Pintaudi, evidenziando come non sia più sufficiente affidarsi ad attività di livello puramente locale.

Il dibattito si inserisce in un contesto reso ancor più complesso dalle recenti intemperie. La cancellazione del Carnevale, imposta per cause di forza maggiore dai danni del ciclone Harry, ha sottratto un momento vitale per l’economia invernale della città. Da qui, l’idea che circola negli ambienti culturali e sociali taorminesi: coinvolgere attivamente le grandi firme del lusso, la cui presenza è ormai massiccia in paese, affinché sostengano con investimenti tangibili manifestazioni di forte richiamo.

Il nodo dei dati turistici

Sullo sfondo delle rivendicazioni commerciali si apre poi un fronte politico e statistico. L’ex sindaco Mario Bolognari ha sollevato perplessità sull’interpretazione dei recenti dati diffusi dall’assessorato regionale al Turismo.

Secondo Bolognari, l’analisi dei flussi non può prescindere da una variabile fondamentale: l’aumento percentuale dei posti letto. Una lettura, già sposata dall’associazione regionale degli albergatori, che ridimensionerebbe i toni trionfalistici, offrendo una fotografia più realistica delle dinamiche turistiche che interessano Taormina e le sue reali capacità di tenuta nei mesi più freddi.

de luca bolognari