
Progetto Ricostruzione Taormina invoca l’applicazione della Finanziaria 2026: «Basta considerare il cittadino un nemico. Meno sanzioni e stop al contenzioso, anche a costo di incassare meno con la coattiva».

TAORMINA – Un “reset ordinato”. È questa la formula, tecnica ma dal forte sapore politico, che Progetto Ricostruzione Taormina (PRT) lancia sul tavolo dell’amministrazione per provare a disinnescare la bomba a orologeria dei tributi locali. Mentre la città fa ancora i conti con code agli sportelli e una conflittualità perenne tra ente e contribuente, il movimento guidato da Manuli propone una via d’uscita sfruttando l’assist arrivato da Roma: la Legge di Bilancio 2026.
L’opportunità della Finanziaria L’articolo 1 della legge 199/2025 apre infatti una finestra che PRT vorrebbe spalancare: la possibilità per i Comuni di introdurre una “definizione agevolata” delle entrate tributarie. Tradotto dal burocratese: uno strumento per chiudere i conti con il passato, abbattendo sanzioni e interessi per chi si mette in regola, ma soprattutto per svuotare i tribunali dai ricorsi.
L’analisi di PRT è impietosa sulla situazione attuale. Manuli parla di una «stagione della gestione a strappi», fatta di comunicazioni poco chiare, avvisi contestati e correzioni tardive che hanno generato solo sfiducia. «La legalità non si misura con l’accanimento burocratico – attacca Manuli – ma con la precisione e la correttezza». L’obiettivo è trasformare il rapporto con il cittadino: non più un “nemico” da inseguire, ma un utente da assistere.
Ma la proposta di PRT tocca un nervo scoperto: il modello di business della riscossione. Il movimento ammette che ridurre la riscossione coattiva (quella forzosa) andrebbe contro gli interessi di bilancio della partecipata Equità Urbana, le cui entrate dipendono proprio da quel tipo di incassi. Tuttavia, Manuli tira dritto: è una scelta di campo. «Una riscossione moderna non si regge sulla coattiva come normalità» , ma su banche dati pulite e sulla moral suasion. Meglio incassare meno sanzioni accessorie, sostiene PRT, ma garantire risorse certe e immediate, liberando gli uffici da una guerra di carte bollate che paralizza la macchina amministrativa.
La ricetta di PRT è chiara: regolamento comunale subito, finestra temporale definita, premialità per chi paga in fretta e, novità assoluta, rendicontazione pubblica dei risultati. «Serve per riportare il sistema in un perimetro di normalità – conclude Manuli – meno errori, meno code, meno guerre infinite». La palla ora passa all’amministrazione: accettare il “reset” o continuare il braccio di ferro con i contribuenti.










