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Regionali Sicilia, La Vardera rompe gli indugi: «Mi candido alla Presidenza». M5S cauto, il Pd si spacca. E il Sindaco di Taormina?

- 15/02/2026
la vardera

Quasi un dejavu di quel che accade a Messina: «Elezioni entro l’anno, basta attese». Di Paola: «Serve un fronte unito, l’uomo solo non funziona». L’ex Iena diventa l’incubo politico (o emulatore?) del sindaco di Taormina: stessa platea, ma un nuovo competitor.

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PALERMO – La corsa per Palazzo d’Orleans è ufficialmente aperta, e a dare il via non è un tavolo di coalizione ma uno strappo. Ismaele La Vardera, leader di «Controcorrente», sceglie il primo compleanno del suo movimento alle Officine Sandron per rompere gli indugi: «Mi candido alla presidenza della Regione». Una mossa che scuote il fronte progressista siciliano, costringendo alleati e competitor a scoprire le carte ben prima del previsto.

L’accelerazione e la “certezza” romana

L’ex Iena, oggi deputato regionale, gioca d’anticipo scommettendo su una chiusura anticipata della legislatura Schifani. Sembra quasi un dejavu di quel che sta accadendo a Messina.

«Ho avuto delle certezze da Roma sul fatto che si chiuderà entro quest’anno», afferma La Vardera, motivando così la necessità di non attendere i tempi biblici della politica tradizionale. La sua strategia è chiara: mettere il campo largo di fronte al fatto compiuto. «O con me si vince o con me si perde», è l’ultimatum lanciato alla coalizione, accompagnato dall’annuncio di un tour in roulotte – slogan “Il parlamento che viene da voi” – per intercettare il dissenso lontano dai palazzi.

La Vardera rivendica la struttura del suo movimento, respingendo l’etichetta di mera protesta: «Nessuno credeva che in un anno avrei messo su una squadra straordinaria. Oggi presentiamo un programma concreto». Una candidatura che si dice pronto a mettere a disposizione del fronte progressista, ma a patto che non si perda tempo: «Ho chiesto più volte le primarie, non mi ha risposto nessuno. Intanto io parto».

Il freno del M5S e le tensioni Dem

La reazione degli alleati è improntata alla cautela, se non al fastidio per la fuga in avanti. Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S, presente all’evento, prova a ricucire ma traccia un perimetro netto: «Da solo La Vardera può andare più veloce, ma solo tutti uniti possiamo vincere». Il messaggio dei Cinque Stelle è pragmatico: prima il programma, poi la squadra, infine il nome. «L’uomo solo al comando non funziona e i fatti lo dimostrano ampiamente», avverte Di Paola, lasciando intendere che il metodo conta quanto il merito.

Ben più tesa l’aria in casa Pd. Antonio Rubino, della direzione nazionale, coglie l’assist di La Vardera per aprire il fuoco amico contro la segreteria regionale di Anthony Barbagallo. «Il Pd siciliano sta facendo un errore ad escludere il dialogo», attacca Rubino, accusando i vertici di «autoreferenzialità» e di voler «distruggere ogni ipotesi di campo largo» pur di riconfermare qualche parlamentare uscente. La richiesta è netta: «Primarie senza se e senza ma».

L’incubo politico del Sindaco di Taormina

Ma la discesa in campo di La Vardera non agita solo le acque del centrosinistra. L’annuncio rappresenta, nei fatti, il peggior incubo politico per il primo cittadino di Taormina ed anche la migliore emulazione strategica. Il sindaco di Taormina vede materializzarsi un competitor che pesca esattamente nel suo stesso bacino elettorale: quello della protesta, dell’antipolitica, della comunicazione diretta e aggressiva sui social.

La Vardera, con la sua roulotte e il linguaggio da inchiesta televisiva, rischia di drenare voti preziosi a «Sud Chiama Nord», occupando lo spazio dell’outsider che De Luca considerava sua riserva di caccia esclusiva. Se il fronte progressista dovesse convergere su La Vardera, o se questi corresse da “battitore libero” erodendo il consenso trasversale, per il progetto deluchiano la strada si farebbe improvvisamente in salita.

Il sostegno liberale

A benedire l’operazione, intanto, ci pensano i radicali. Matteo Hallissey, presidente di +Europa, e Massimo Fundarò di Europa Verde erano in prima fila. Hallissey ricorda le battaglie comuni, come quella sulle concessioni balneari a Mondello, e lancia un appello: «Mi auguro che le forze progressiste abbiano il coraggio di accogliere la disponibilità di Ismaele». La sfida è lanciata: resta da capire se sarà la scintilla per un nuovo fronte o l’inizio dell’ennesima frammentazione.

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