59 views 5 min 0 Comment

ATM, strappo sindacale e veleni pre-elettorali: l’ombra del “metodo feudale” sulla caccia alle tessere

- 11/02/2026
grillo campagna atm

Cinque sigle rompono il fronte unitario e isolano l’UGL: “Basta tavoli congiunti”. Riemergono le accuse su pressioni indebite e “cerchi magici” riconducibili a vecchie logiche di potere.

image 7

Messina 11 FEB ’26 – Si riaccendono le polveri in casa ATM, e questa volta l’odore della campagna elettorale sembra fare da accelerante a un incendio che covava sotto la cenere da mesi. Al centro della disputa non c’è solo il rinnovo dei contratti o l’organizzazione del lavoro, ma una vera e propria guerra di posizionamento che ha portato a una frattura insanabile tra le organizzazioni sindacali.

La notizia è di quelle che pesano: Orsa, Faisa Cisal, Cisl, CGIL e UIL hanno deciso di non sedere più ai tavoli di trattativa congiunti. Una scelta che isola di fatto l’UGL Autoferro, segnando la fine di quella parvenza di unità che aveva contraddistinto le ultime fasi della vita aziendale. Dietro questa mossa drastica, secondo i “dissidenti”, ci sarebbe il riproporsi di uno schema già denunciato lo scorso anno: una sistematica azione di sottrazione di deleghe a danno delle sigle non allineate. Interferenze che arrivano da Pippo Campagna, ex presidente di ATM? Le voci si rincorrono in tal senso ma sono, appunto, solo voci.

Uno dei movimenti che gettano sospetti è quello dello stop alla presenza ai tavoli per le relazioni sindacali con ATM del segretario provinciale di UGL che, per ordine della segreteria nazionale, verrebbe sostituito da altri sindacalisti UGL non eletti direttamente dai lavoratori.

Il precedente del 2025: il dossier sulla scrivania di Carla Grillo

Per comprendere la gravità dello strappo odierno, bisogna riavvolgere il nastro a dicembre 2025, quando sulla scrivania dell’Avvocato Carla Grillo, Presidente di ATM, atterrò una nota di fuoco. A firmarla, un blocco granitico composto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e ORSA Trasporti. Il documento dipingeva uno scenario aziendale inquietante, denunciando un “anomalo flusso di adesioni sindacali” verso un unico soggetto (l’UGL, pur se non citata esplicitamente), gonfiato non dalla libera scelta dei lavoratori, ma da quella che veniva definita una strategia aggressiva e coordinata.

Le accuse erano pesantissime: dipendenti trasformati in procacciatori di tessere durante l’orario di servizio, “intenti ad avvicinare indistintamente ogni collega con fare insistente, ai limiti dello stalking”. Un sistema che le sigle denunciavano come simile al “voto di scambio”: in cambio della firma sulla delega, venivano promessi privilegi, protezioni e canali preferenziali in uffici chiave come turni, paghe e risorse umane.

La denuncia politica: il “Feudatario” e il “Cerchio Magico”

L’analisi sindacale si intreccia inevitabilmente con la politica. Nel mirino delle sigle c’è il timore di una restaurazione, di un ritorno al passato gestito da chi, pur fisicamente lontano, cercherebbe di “mantenere il controllo a distanza del feudo ATM”. Il volantino diffuso all’epoca, dal titolo sarcastico “ATM: I soliti noti a caccia di utili idioti”, utilizzava la metafora collodiana del Gatto e la Volpe per descrivere un sistema di potere duro a morire.

Si parlava esplicitamente di un “Cerchio Magico” di fedelissimi, beneficiari di “promozioni accelerate e bonus ad personam”, e di figure operative che, sfruttando la loro posizione e gli strumenti aziendali, agivano come longa manus di ex dirigenti.

L’ultimatum

Oggi, con la campagna elettorale alle porte, quel sistema sembra essersi rimesso in moto con rinnovato vigore, portando alla rottura definitiva del fronte sindacale. La posizione di CGIL, CISL, UIL, FAISA e ORSA è ormai una linea rossa invalicabile: o cessa immediatamente la “caccia alla delega” e il presunto sistema di favoritismi, o sarà scontro totale. Le sigle hanno già annunciato l’intenzione di denunciare nelle sedi deputate ogni discriminazione, decise a non permettere che ATM torni ad essere gestita con metodi feudali. La palla passa ora al management e alla politica cittadina, chiamati a disinnescare una bomba che rischia di esplodere proprio nel momento più delicato per la città.

orsa cisl sciopero atm
WhatsApp vds