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Miracolo a Messina: Coletta, il “martire dell’acqua”, folgorato (anche lui) sulla via di Scateno

- 27/01/2026
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L’ex feroce oppositore di centrosinistra, che faceva le barricate contro il Comune sulla crisi idrica, salta sul carro di De Luca e Basile. Presentato come trofeo durante l’amarcord del patto con B. per le baracche: la coerenza annega, ma la poltrona galleggia.

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di GIUSEPPE BEVACQUA

Nella liturgia del martedì, ormai divenuta un appuntamento fisso come la messa cantata o l’estrazione del Lotto, il duo Cateno De Luca & Federico Basile ha officiato l’ennesimo miracolo laico. Non la moltiplicazione dei pani e dei pesci, quella è roba vecchia. A Messina si pratica la moltiplicazione delle poltrone e la transustanziazione degli oppositori.

L’ultimo convertito sulla via di Damasco — o meglio, sulla via di Palazzo Zanca — è Renato Coletta. Coletta Chi? Ma sì, il Coletta consigliere della IV Municipalità, l’ex “duro e puro” del centrosinistra, quello che fino all’altro ieri mordeva i polpacci dell’amministrazione sulla crisi idrica manco fosse un pitbull a digiuno. Ricordate? Mentre i messinesi facevano la doccia con l’acqua minerale, lui tuonava contro l’inefficienza, l’approssimazione, il disastro.

Ebbene, oggi, nella conferenza stampa dedicata al “Risanamento” (ma forse si intendeva il risanamento delle file di maggioranza), Coletta è apparso al fianco dei suoi ex aguzzini politici. Sorridente. Pacificato. Folgorato. O, come suggeriscono i maligni, semplicemente fulminato. Come Saulo di Tarso, che cadde da cavallo e divenne Paolo. Solo che San Paolo finì martire e Santo; Coletta, più modestamente, finisce in Sud chiama Nord. Che, per carità, non garantisce la beatificazione, ma almeno un posto al sole (e in lista) sì.

La scena era perfetta. Cateno rievocava con le lacrime agli occhi il famoso “patto della Madonnina” del 2019 con Silvio Berlusconi — pace all’anima sua e al suo conflitto d’interessi — per sbaraccare Messina. E mentre si celebravano i fasti di ArisMè e si riscriveva la storia a uso e consumo dei posteri, ecco spuntare la new entry.

È il trionfo del “tutti dentro”. L’opposizione a Messina non si combatte: si “assume” politicamente. O si annette. Coletta, che aveva fatto della battaglia per l’acqua la sua bandiera, deve aver improvvisamente scoperto che quella di Amam non è poi così male. Magari sa di cloro, ma ha un retrogusto di vittoria che inebria. E così, tra un ricordo del Cavaliere e un applauso a Basile, l’ex nemico depone le armi e indossa la casacca.

Siamo di fronte a un fenomeno di malleabilità politica che farebbe invidia al Barbapapà. Da censore implacabile a scudiero fedele il passo è breve, basta saltare il fosso (possibilmente pieno d’acqua, se c’è). Resta solo un dubbio: ma se Coletta aveva ragione prima, quando gridava allo scandalo, come fa ad aver ragione oggi che abbraccia coloro che lui stesso riteneva “gli scandalosi”? Misteri della fede deluchiana. L’umanità non è morta, si è solo iscritta a Sud Chiama Nord.

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