

MESSINA – L’inverno è arrivato non solo in città, ma soprattutto all’interno delle aule scolastiche, e con esso divampa la polemica politica. Al centro dello scontro c’è la gestione degli impianti di riscaldamento negli istituti superiori messinesi, una questione che il consigliere comunale Alessandro Russo definisce, senza mezzi termini, una “insupportabile fuga dalle responsabilità” da parte della Città Metropolitana.
Secondo Russo, mentre gli studenti affrontano un vero e proprio “inverno climatico” tra i banchi, si assiste a un rimpallo di competenze che vede l’Ente di Palazzo dei Leoni protagonista di un “balletto” amministrativo. Il consigliere punta il dito contro il Sindaco metropolitano, accusato di concentrarsi più sulle proprie dimissioni e sullo scaricare il barile piuttosto che agire concretamente per risolvere i disagi della popolazione scolastica.
La normativa, ricorda il consigliere, è chiara: le manutenzioni straordinarie, i collaudi e le certificazioni degli impianti spettano alla Città Metropolitana in quanto ente proprietario degli edifici. Non si tratterebbe, peraltro, di emergenze imprevedibili. Russo sottolinea come i dirigenti scolastici, tra cui quelli degli istituti Ainis e Maurolico, avessero già segnalato le criticità e richiesto l’attivazione delle procedure durante la stagione estiva.
”Perché la Città Metropolitana è rimasta sostanzialmente inerte fino a oggi?”, si chiede l’esponente politico, evidenziando il paradosso di interventi ordinati solo nelle ultime settimane, a inverno ormai inoltrato e con il freddo che non accenna a diminuire.
Oltre all’emergenza immediata, la nota stampa solleva forti preoccupazioni sul futuro degli interventi strutturali. Il rinvio dei lavori di efficientamento ai fondi del PNRR rischia infatti di trasformarsi in un vicolo cieco. Russo evidenzia come i ritardi accumulati sugli impegni di spesa rendano difficile il rispetto delle scadenze: “Che fine faranno i lavori previsti? Chi coprirà i costi quando, fra tre mesi, i termini di spesa del PNRR saranno scaduti?”.
Di fronte a quella che viene descritta come una situazione cronica – “è anni che le cose vanno così” – il consigliere annuncia l’intenzione di richiedere immediatamente un report dettagliato sui rilevamenti termici nelle aule, ricordando che la legge impone una temperatura minima di 18 gradi per lo svolgimento delle lezioni.
L’appello finale è rivolto a una presa di responsabilità collettiva ed equa tra Città Metropolitana e istituti, per mettere fine a una vicenda in cui, come amara chiosa finale, Russo osserva: “Mentre tra gli enti viaggiano le carte, nelle aule entra il freddo da anni. Mi chiedo se anche nelle stanze dei dirigenti i riscaldamenti funzionino”.










