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Sicilia, la terra trema sotto il nubifragio. Smentita la correlazione: «Sisma e ciclone eventi indipendenti»

- 21/01/2026
Sicilia, la terra trema sotto il nubifragio. Smentita la correlazione: «Sisma e ciclone eventi indipendenti»
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MESSINA – La paura corre sul doppio binario dell’acqua e della terra. Mentre il ciclone “Harry” flagella la costa, la Sicilia nord-orientale torna a tremare, alimentando timori e teorie incontrollate sui social network. Ieri notte, alle 00:28, una scossa di magnitudo 3.6 ha svegliato la provincia di Messina, con epicentro a soli 2 km da Militello Rosmarino e una profondità di 8 km.

L’evento, confermato dall’INGV e avvertito distintamente dalla popolazione, non è rimasto isolato. Al primo sussulto ne sono seguiti altri tre (magnitudo 2.6, 2.0 e 2.7), confermando una sequenza sismica che tiene in allerta l’area da domenica 18 gennaio. Quel giorno, alle 14:54, un terremoto di magnitudo 4.0 aveva aperto una serie che conta, ad oggi, almeno 30 scosse superiori a magnitudo 2.0. Dal punto di vista geologico, gli esperti rassicurano: non siamo di fronte a un’anomalia. Militello Rosmarino ricade in una zona ad alta pericolosità sismica, teatro in passato di eventi ben più rilevanti, come i sismi del 1613 (stimato 5.6) e del 1739 (5.4), o la più recente sequenza del 2011.

La concomitanza tra le scosse e la devastante ondata di maltempo ha scatenato il passaparola online: c’è un legame tra i terremoti e le mareggiate che stanno inghiottendo le coste? La risposta della scienza, supportata dalle analisi divulgate da GeoPop, è un no categorico. Si tratta di due fenomeni totalmente distinti che, per una sfortunata coincidenza temporale, si sono sovrapposti.

Ecco perché non c’è correlazione:

  • L’origine del maltempo: Le alluvioni e le onde anomale sono causate esclusivamente dal ciclone “Harry”, un fenomeno atmosferico di eccezionale violenza che nulla ha a che vedere con la tettonica a placche.
  • Nessun effetto tsunami: Sebbene teoricamente un forte terremoto possa generare maremoti, in questo caso mancano i presupposti fisici. La magnitudo è troppo bassa per muovere masse d’acqua significative e, fattore determinante, l’epicentro è sulla terraferma, non in mare.

In sintesi, la Sicilia sta affrontando due emergenze parallele, ma scorrelate. Unire i puntini tra pioggia e terremoti, in questo caso, è un esercizio di fantasia privo di fondamento scientifico.

Da Geopop
Immagine GeoPop

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.