
Uno spiraglio si intravede per le Isole Maggiori, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia.

Onde alte dieci metri, muri d’acqua simili a palazzi di quattro piani che si abbattono sulle coste. E poi venti di tempesta oltre i 120 km/h, tornado, nevicate record e nubifragi. Il passaggio del ciclone “Harry” presenta un conto pesantissimo e un bollettino che somiglia più a un disastro geologico che a un evento meteorologico.
A tracciare i contorni di quella che passerà agli annali come un’anomalia climatica è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it: «Confermo il passaggio di una delle più violente tempeste del XXI secolo», dichiara l’esperto senza mezzi termini. «Il Sud è in ginocchio e il ciclone deve ancora allontanarsi dall’Italia».
Se la conta dei danni è già iniziata, l’emergenza non è finita. L’attenzione massima per le prossime ore si sposta sulla Calabria ionica, dove il maltempo si accanirà con particolare ferocia. Le previsioni parlano di mareggiate con onde di 7-8 metri e piogge torrenziali che scaricheranno oltre 70 mm di acqua. Una situazione resa ancora più critica dal vento, che soffierà fino a 80 km/h sulla costa e con raffiche superiori in montagna, dove sono attese nevicate abbondanti oltre i 1000-1200 metri.
Uno spiraglio si intravede per le Isole Maggiori, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia. In Sicilia e Sardegna i fenomeni sono previsti in graduale attenuazione, sebbene il territorio – già provato – dovrà incassare ulteriori precipitazioni moderate (fino a 30 mm) e forti raffiche di vento. L’allerta rimane alta anche per Basilicata e Salento, dove sono attesi ancora rovesci intensi.
Quando finirà la fase estrema? Tedici è chiaro: «Avremo altre 24 ore di forte maltempo». La morsa del pericolo si allenterà solo a partire da giovedì, ma il ciclone non svanirà. L’area perturbata, infatti, lascerà il Mezzogiorno per trasferirsi gradualmente verso le regioni del Nord, aprendo un nuovo capitolo di questa ondata di maltempo.










