
L’esponente messinese di Italia Viva accende i riflettori sul dramma dei centri ionici, danneggiati e privi di servizi essenziali. Appello ai vertici regionali e nazionali: “Non c’è tempo per la burocrazia, servono fondi immediati e un nuovo piano per la difesa della costa”

Messina, 21 gennaio ’26 – “La furia del Ciclone Harry si è abbattuta con violenza inaudita sulla riviera ionica messinese, lasciando dietro di sé uno scenario di devastazione. Le immagini che arrivano dalla zona ionica, e in particolare da Santa Teresa di Riva, Roccalumera, da Furci Siculo, Sant’Alessio, Letojanni, Giardini Naxos e da Mazzeo, frazione di Taormina, sono un colpo al cuore. A tutte le comunità colpite, ai Sindaci, alle famiglie che ne hanno subito i danni o che stanno vivendo ore di angoscia, va la mia totale vicinanza e solidarietà umana e istituzionale” lo dichiara in una nota la Senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.
“Ma la solidarietà non basta. La situazione, soprattutto a Santa Teresa di Riva è di una gravità inaudita: il paese è al buio, senza acqua e con i sottoservizi distrutti. Il crollo della strada di collegamento ha trasformato il centro abitato in una trappola senza vie di fuga alternative, esponendo i cittadini a un rischio inaccettabile. Non c’è un minuto da perdere”.
“Mi rivolgo direttamente al Presidente della Regione Renato Schifani: si attivi immediatamente per richiedere lo Stato di Emergenza nazionale. Interloquisca subito con il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, affinché vengano sbloccate le risorse e i mezzi necessari per la messa in sicurezza urgente e per ripristinare i collegamenti vitali per la popolazione. Non possiamo aspettare la conta dei danni burocratica mentre intere comunità rimangono ad elevatissimo rischio e paralizzate da danni ingenti”.
“Quanto accaduto – conclude la Senatrice Musolino – è ben più di un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. La devastazione portata dal Ciclone Harry impone un ripensamento radicale sulla distribuzione degli abitati costieri e sulle opere di difesa del territorio. Non si può continuare a gestire la sicurezza della costa con interventi tampone: serve una pianificazione strutturale che garantisca la sicurezza dei cittadini di fronte a eventi climatici sempre più estremi”.











