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Ciclone Harry, la Sicilia nella morsa del maltempo: a Messina notte da incubo e raffiche a 100 all’ora

- 20/01/2026
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MESSINA – Una notte infernale. Non ci sono altre parole per descrivere le ultime ore vissute dalla Sicilia, e in particolare dal versante orientale dell’Isola, investito in pieno dalla furia del ciclone Harry. Il vortice depressionario si è abbattuto con tutto il suo vigore nel silenzio della notte, accompagnato da una pioggia incessante e, soprattutto, da raffiche di vento violentissime che continuano a soffiare fino a 100 chilometri orari.

I danni non si sono fatti attendere. Già nella giornata di ieri a Gela, nel Nisseno, il preludio della tempesta aveva lasciato il segno, scoperchiando tetti e divellendo cartelloni pubblicitari. Ma è con il buio che la situazione si è fatta critica su scala regionale.

La risposta istituzionale è stata massiccia. Sono circa 200 i Comuni che hanno attivato i Centri Operativi Comunali (COC) per coordinare l’emergenza, monitorare i corsi d’acqua a rischio esondazione e intervenire tempestivamente. Di questi, ben 150 hanno firmato ordinanze per la chiusura delle scuole, lasciando gli studenti a casa in via precauzionale.

In campo c’è un vero e proprio esercito: il Dipartimento di Protezione Civile ha schierato 200 unità, supportate da mille volontari. A questi si aggiungono altri 5.000 uomini tra personale comunale, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e altre forze dell’ordine. Una task force imponente per fronteggiare quello che i meteorologi indicano come il giorno più difficile: il picco del maltempo è previsto per oggi. Da domani, pur con la pioggia che continuerà a cadere, la morsa del ciclone dovrebbe iniziare, finalmente, ad allentarsi.

A Messina il passaggio del ciclone Harry ha trasformato la notte in un lungo presidio per la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, chiamati a decine di interventi mentre la città, come il resto della fascia ionica, veniva investita da raffiche di scirocco fino a 100 chilometri orari e rovesci violenti.

Il primo effetto tangibile è l’isolamento dell’arcipelago eoliano. Da ieri pomeriggio, i collegamenti marittimi con le isole minori sono interrotti: aliscafi e traghetti sono rimasti agli ormeggi a causa del mare forza 7, lasciando pendolari e residenti bloccati. Anche nello Stretto di Messina la navigazione non è semplice: le navi traghetto della Caronte & Tourist e di Bluferries continuano a fare la spola tra le due sponde, ma con manovre di attracco rallentate dalle forti correnti e dal vento trasversale, accumulando ritardi fisiologici.

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Il capoluogo peloritano porta i segni della nottata. Le criticità maggiori si registrano sulla Circonvallazione e nella zona nord, dove il vento ha spezzato rami e abbattuto alcuni alberi, fortunatamente senza causare feriti. Sorvegliati speciali i torrenti cittadini – dal Giostra all’Annunziata fino ai corsi d’acqua della zona sud come il Mili – che si sono ingrossati rapidamente, pur rimanendo al momento entro i livelli di guardia. Il sindaco Federico Basile, attivando il COC (Centro Operativo Comunale), ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, provvedimento replicato a macchia d’olio in quasi tutta la provincia, da Milazzo a Taormina.

È proprio sulla costa ionica che si guarda con più apprensione al mare. A Santa Margherita e Galati Marina l’erosione costiera torna a fare paura, con le onde che lambiscono le abitazioni più esposte. Situazione difficile anche sui Nebrodi: qui la pioggia incessante ha provocato smottamenti minori sulle strade provinciali, rendendo difficile la viabilità interna.

La raccomandazione per i cittadini resta tassativa: limitare gli spostamenti allo stretto necessario.

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