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Catania, in fila per la discoteca con la «cocaina rosa»: arrestate due donne in trasferta da Messina

- 12/01/2026
locale con giovani consumo di droga

Prese due donne di 26 e 27 anni venute da Messina: avevano 150 grammi di sostanze, inclusa la pericolosa droga sintetica del momento. I Carabinieri le hanno individuate mentre cercavano di mimetizzarsi tra i giovani all’ingresso del locale. L’allarme degli esperti sui mix letali.

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Due giovani donne, 26 e 27 anni, partite da Messina per una “trasferta” criminale nel cuore della movida catanese. Non semplici clienti, ma terminali di vendita di un mercato che cambia pelle e colori. Erano lì, confuse nel serpentone di ragazzi in attesa di entrare. Mimetizzate tra la folla, vestite come chi cerca solo una notte di musica, ma con le tasche cariche di un piccolo arsenale chimico.

La loro strategia era semplice: sparire nel mucchio. Confondersi tra le centinaia di giovani che affollavano l’ingresso del locale etneo. Ma il piano si è infranto contro lo sguardo dei Carabinieri. I militari, impegnati in un servizio di controllo mirato proprio agli eventi serali, le hanno «subito riconosciute». Un dettaglio che suggerisce come le due non fossero volti del tutto nuovi agli archivi o alle informative dell’Arma. Fermate e sottoposte a perquisizione, l’illusione della normalità è caduta. Addosso avevano quasi 150 grammi di sostanze stupefacenti. Un campionario completo dello sballo contemporaneo.

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Ciò che preoccupa, scorrendo l’elenco del sequestro, è la varietà. Non c’era solo la “vecchia” cocaina bianca. C’erano Mdma, Ketamina e soprattutto lei: la «cocaina rosa». Nota anche come tusi o 2C-B, è la nuova frontiera dello status symbol tossico, una polvere sintetica spesso venduta a prezzi esorbitanti, che colora le notti di un’illusione psichedelica e pericolosissima. Le due spacciatrici messinesi offrivano un menu differenziato, pronte a soddisfare ogni tipo di richiesta chimica direttamente all’ingresso del divertimento.

L’operazione dei Carabinieri di Catania non toglie dal mercato solo due pusher. Accende un faro su un rischio sanitario spesso sottovalutato. Le sostanze sequestrate, definite genericamente «droghe da discoteca», sono in realtà composti dalla composizione chimica frequentemente incerta. Pasticche e polveri spesso adulterate, “tagliate” con sostanze di scarto per massimizzare il profitto. Chi acquista quella dose non sta solo comprando un’alterazione sensoriale: sta giocando alla roulette russa con il proprio sistema cardiovascolare. Il rischio di malori improvvisi, intossicazioni acute e conseguenze letali aumenta esponenzialmente quando la purezza è un miraggio e la chimica è fatta in garage.

L’arresto delle due giovani interrompe, per una sera, questa catena di distribuzione del rischio. Ma la domanda resta: quanti altri “insospettabili” in trasferta sono pronti a prendere il loro posto nella fila?

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