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Messina, maltempo, danni e l’elogio del ritardo: come spacciare per efficienza ciò che è colpa

- 12/01/2026
tavolo tecnico maltempo

Annunciati rocciatori a Santo Stefano e un bypass a Massa San Nicola, ma le misure arrivano fuori tempo massimo. L’amministrazione tenta di vendere come “prontezza” interventi che dovevano essere strutturali e preventivi, confermando la politica dell’emergenza a discapito della sicurezza.

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Arrivano adesso, e ci mancherebbe altro. Quando il fango però è già in strada, quando la paura è entrata nelle case, quando il vento ha già scoperchiato non solo i tetti, ma l’ipocrisia di una gestione territoriale assente. Le dichiarazioni giunte nelle ultime ore da Palazzo Zanca suonano come una nota stonata in una sinfonia di disastri annunciati. «Per Massa San Nicola è già stata individuata una soluzione: verrà ripristinata la viabilità con la realizzazione di un bypass». E ancora: «Domani i rocciatori saranno operativi sul costone Santo Stefano Briga/Rocca Celi per mettere in sicurezza la parte franata». Infine, la promessa per la SP verso Altolia: «Interventi programmati per il ripristino del muretto ceduto».

Sia chiaro: bene che si intervenga. Ma c’è un vizio di fondo in questa narrazione, un tentativo maldestro di rivendere la rincorsa all’emergenza come dimostrazione di attività amministrativa, come prova di efficienza. Non è così. Vedere i rocciatori scalare un costone dopo che la frana ha minacciato le abitazioni non è “presenza sul territorio”: è la certificazione di un ritardo. Annunciare un bypass a Massa San Nicola dopo che la viabilità è collassata non è “risoluzione del problema”: è ammissione di colpa. Questi interventi – il consolidamento dei costoni, il rinforzo dei muretti su strade provinciali note per la loro precarietà – sono azioni che dovevano essere coniugate al passato, non al futuro prossimo. Dovevano essere fatte prima. Prima che la tempesta Goretti presentasse il conto. Prima che l’inverno facesse il suo corso naturale.

La logica dell’amministrazione, purtroppo, scricchiola paurosamente. Con i fondi del PNRR e non solo, si è scelto deliberatamente di ignorare la manutenzione ordinaria e strutturale per concentrarsi sull’estetica, sugli eventi, sulle paillettes di una città vetrina. Si è preferito spendere per l’effimero, lasciando che le infrastrutture vitali delle periferie e dei villaggi collinari marcissero nell’indifferenza. Oggi, quelle dichiarazioni sui “lavori urgenti” sanno di beffa. Perché trasformare l’ordinaria amministrazione (che avrebbe dovuto prevenire i crolli) in un bollettino di guerra straordinario serve solo a nascondere una verità scomoda: si sta mettendo una toppa su un vestito ormai logoro, sperando che i cittadini scambino il sarto per un eroe. Ma il bypass o i rocciatori non sono medaglie da appuntarsi al petto durante una conferenza stampa tardiva. Sono la prova provata che la sicurezza dei cittadini, specialmente nelle zone fragili come le Masse o Altolia, non è mai stata una priorità. Fino a quando il meteo non ha costretto la politica a guardare dove non voleva: giù dal palco, nel fango della realtà.