

L’influenza stagionale presenta il conto e il Servizio Sanitario Nazionale va in affanno. Da Nord a Sud, l’impennata dei contagi sta mettendo a dura prova la tenuta dei pronto soccorso, evidenziando ancora una volta come le criticità strutturali trasformino un picco prevedibile in una gestione emergenziale. Tra carenza cronica di posti letto e difficoltà nel turn-over dei ricoveri, la pressione sulle strutture d’urgenza ha raggiunto livelli di guardia, con situazioni particolarmente critiche nelle Isole e nei reparti pediatrici.
La fotografia più preoccupante arriva dalla Sicilia. Secondo quanto riportato dall’Ansa, l’afflusso massiccio di pazienti ha mandato in tilt il sistema ospedaliero regionale: a Palermo si registrano punte di sovraffollamento del 350%. Il collo di bottiglia non è tanto nell’accesso, quanto nel deflusso: i pazienti rimangono “parcheggiati” nelle aree di emergenza per giorni in attesa che si liberi un posto nei reparti di degenza.
Uno scenario speculare si osserva in Sardegna, tra le regioni più colpite dal virus. Qui l’elevato numero di accessi si scontra con una disponibilità di letti storicamente insufficiente, costringendo il personale sanitario a gestire i malati sulle barelle nei corridoi, in condizioni di estrema difficoltà logistica.
Il fronte pediatrico è in prima linea. Al Santobono di Napoli, hub di riferimento per il Sud, gli accessi toccano quota 350 al giorno: quasi l’80% dei piccoli pazienti presenta sintomi influenzali o respiratori. Anche al Meyer di Firenze la pressione è alta, con oltre cento ingressi quotidiani. Tuttavia, proprio dalla Toscana arriva un dato in controtendenza che merita attenzione. Se l’influenza corre, il Virus Respiratorio Sinciziale (responsabile delle bronchioliti) fa meno paura rispetto al passato. Grazie a una campagna di immunizzazione massiccia, che ha raggiunto il 90% di adesione, i ricoveri per bronchiolite si sono dimezzati rispetto al 2024. Un segnale chiaro di come la prevenzione possa alleggerire il carico ospedaliero.
Nord in sofferenza
L’idea di un’Italia a due velocità cade di fronte ai numeri dell’emergenza: anche il Nord è in difficoltà. In Lombardia e Veneto i grafici degli accessi sono in costante salita. In Liguria la situazione è satura in 7 strutture su 13, mentre anche il Friuli Venezia Giulia segnala giornate di intenso “overcrowding“.
Il quadro che ne esce è quello di un sistema che fatica ad assorbire le oscillazioni stagionali, dove l’influenza funge da stress test capace di portare al limite, nel giro di poche settimane, l’intera rete dell’emergenza nazionale.











