
Si è spento a 86 anni Franco Cassata, ex Procuratore Generale di Messina. Guidò l’accusa contro la mafia messinese e barcellonese, ma la sua carriera fu segnata dalla condanna definitiva per il dossier anonimo contro Adolfo Parmaliana.

Lutto nella magistratura messinese. È scomparso dopo una lunga malattia, all’età di 86 anni, il magistrato barcellonese Franco Cassata.
Figura complessa e per decenni al centro della vita giudiziaria peloritana, Cassata aveva ricoperto come ultimo incarico il ruolo di Procuratore Generale a Messina. Prima di ciò, era stato per lunghissimo tempo Sostituto Procuratore Generale nello stesso ufficio, che aveva anche retto come membro anziano in vari periodi di vacatio (sede vacante).
L’Accusa nei Maxiprocessi e il “Caso Messina”
Entrato in magistratura nel 1971, il nome di Franco Cassata è indissolubilmente legato alla stagione dei grandi processi alla criminalità organizzata peloritana.
In qualità di rappresentante dell’accusa in appello, sostenne il peso di dibattimenti cruciali, tra cui i maxiprocessi “Peloritana 1” e “Peloritana 2” sulla mafia messinese, il procedimento abbreviato del “Mare Nostrum” e il processo “Icaro-Romanza”, che decapitarono le organizzazioni mafiose della zona tirrenica e nebroidea, svelando anche i primi legami con la “borghesia mafiosa”.
Sul finire degli anni ’90, durante la stagione infuocata del cosiddetto “caso Messina” — un periodo segnato da tensioni, omicidi (come quello del prof. Matteo Bottari) e sospetti di collusioni tra ateneo, sanità e criminalità — Cassata fu protagonista di un atto di forza. Come Sostituto PG, avocò a sé (sottraendola alla Procura ordinaria) la famosa inchiesta sulla farmacia del Policlinico di Messina. La Procura ordinaria era accusata di inerzia e l’intervento di Cassata portò in breve tempo alla conclusione delle indagini che si erano arenate.
Le ombre: la condanna per il Dossier Parmaliana
La lunga carriera di Cassata non è stata esente da ombre profonde, che ne segnarono l’uscita dalla magistratura.
Si ritirò nel marzo del 2013, con un anno di anticipo, nonostante il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) gli avesse garantito la permanenza fino a 75 anni. Al momento del pensionamento, pendevano su di lui due procedimenti disciplinari del Csm per incompatibilità ambientale e funzionale.
Ma a pesare come un macigno sulla sua toga fu la vicenda giudiziaria che lo vide contrapposto alla memoria del professor Adolfo Parmaliana.
Parmaliana non era solo un docente universitario, ma un noto politico e segretario dei DS di Terme Vigliatore, in prima linea nella lotta alla mafia. Le sue denunce pubbliche furono decisive per lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del consiglio comunale della sua città.
Cassata fu accusato di aver redatto e diffuso un dossier anonimo di 30 pagine che denigrava proprio il professor Parmaliana. Per questa vicenda, subì una condanna per diffamazione pluriaggravata, divenuta definitiva in Cassazione nel luglio del 2016. La sentenza lo condannò a 800 euro di multa e al risarcimento dei danni ai familiari del professore.
Barcellona: il Circolo “Corda Fratres” e l’ultimo gesto
A Barcellona Pozzo di Gotto, sua città d’origine, Cassata era una figura di spicco. Il suo nome era legato al museo etnostorico “Nello Cassata” e, soprattutto, al circolo Corda Fratres, un sodalizio storico ma più volte finito al centro di polemiche e citato in diverse inchieste antimafia come luogo di incontro e frequentazione tra professionisti, magistrati e boss (come il capomafia Giuseppe Gullotti, che ne fu membro del direttivo).
Proprio il circolo Corda Fratres ha chiuso i battenti nell’aprile del 2024, dopo quasi un secolo di attività. Come da statuto, tutti i beni sono stati venduti e il ricavato distribuito in beneficenza.
Tutti, tranne uno. Si tratta di una libreria di foggia ottocentesca e di un cospicuo numero di antichi testi di medicina, donati nel dopoguerra dalla famiglia Maiorana di Barcellona in memoria del figlio Ettore, giovane studente deceduto poco prima di conseguire la laurea in Medicina.
In sede di scioglimento, l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità l’ultima proposta avanzata proprio da Franco Cassata: donare quella libreria e quei testi all’Ospedale “Cutroni Zodda” di Barcellona, ritenuto l’unico luogo deputato a perpetuare la memoria del giovane Ettore Maiorana e della sua famiglia.










