

L’assemblea dei dipendenti ratifica lo stato di agitazione. Le sigle unite annunciano il ricorso al Prefetto e minacciano lo sciopero se l’Amministrazione non pagherà per intero la PEO 2023.Tensione altissima a Palazzo Zanca. L’assemblea dei dipendenti comunali, tenutasi oggi, ha confermato la linea dura dei sindacati che, per la prima volta da tempo compatti sullo stesso tavolo, hanno dichiarato la rottura formale delle relazioni sindacali con l’Amministrazione per i prossimi 10 giorni.
La frattura, definita insanabile, è esplosa dopo l’ultimo incontro con il Direttore Generale del Comune di Messina, Salvo Puccio. Al centro dello scontro una proposta avanzata dal DG, bollata immediatamente da tutte le sigle sindacali come “illegale” e liquidata con sdegno come “qualcosa di mai sentito in 30 anni di esperienza”.
Il casus belli ruota attorno alla Progressione Economica Orizzontale (PEO) del 2023. I sindacati esigono il pagamento integrale di quanto dovuto ai lavoratori, chiedendo all’Amministrazione di reperire i fondi necessari a coprire l’ammanco. Una richiesta che evidenzia una criticità finanziaria definita “di un’enormità assoluta” dagli stessi rappresentanti dei lavoratori.
Durissimo l’intervento di Fucile, della FP Cgil: “Siamo al culmine di un comportamento denigratorio e decisamente contro i dipendenti del comune di Messina, che ha radici in anni fa”. Il sindacalista ha poi rincarato la dose, parlando di “qualcosa di mai accaduto prima”, sottolineando la gravità della proposta avanzata dalla dirigenza.
Dello stesso tenore l’intervento di Previti della CGIL che ha chiesto a gran voce le dimissioni del direttore generale del Comune Salvo Puccio.
I sindacati hanno già annunciato la prossima mossa: si rivolgeranno a Sua Eccellenza il Prefetto per denunciare la situazione e chiedere un intervento di mediazione.I dipendenti si sono mostrati fermi nelle loro posizioni. L’aria che si respira è quella dello scontro frontale. Se da parte dell’Amministrazione comunale non arriveranno “radicali ripensamenti” e la garanzia di voler pagare quanto spetta ai lavoratori, l’unica via d’uscita sarà la proclamazione dello sciopero generale.
Un clima tutt’altro che favorevole per la Giunta, che coincide fatalmente con l’ufficializzazione, arrivata proprio oggi, della ricandidatura del sindaco Federico Basile e con le insistenti voci di una ventilata possibilità di elezioni anticipate.











