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MESSINA SERVIZI – “Che ne sarà di noi?” 400 Tirocinanti in cerca di risposte!

- 04/01/2024
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Una vecchia canzone intonava un verso che sembra risuonare oggi alle orecchie di ben
400 Tirocinanti della Messina Servizi Bene Comune: “Che sarà, che sarà, che sarà della mia
vita chi lo sa…!”
.
Questa e tante altre sono le domande che oggi 400 persone, e le loro famiglie si stanno
facendo ancora dinnanzi al proprio Albero di Natale o al Presepe.

Sì perchè i 400 tirocinanti che per circa 2 anni hanno reso migliore la nostra città
prendendosene cura attraverso attività di spazzamento, raccolta di rifiuti ecc… da fine
Dicembre, sono a casa senza se e senza ma, ripiombati nuovamente in quel disagio sociale
dal quale sarebbero dovuti essere stati tolti-.
Come noto il Comune di Messina ha posto in essere, tramite finanziamenti PON 2014-
2020 per un importo programmato di oltre 5 milioni di euro, un progetto denominato
“percorsi nuovi di accompagnamento all’abitare e risanamento urbano” rivolto ai nuclei
familiari in stato di disagio abitativo, sanitario e socio/lavorativo.
In particolare, il progetto avrebbe dovuto prevedere un’attività di accompagnamento
plurima per le fasce deboli.
Il beneficiario del progetto non solo sarebbe stato accompagnato verso la soluzione
abitativa più adeguata alle sue specifiche esigenze, ma soprattutto sarebbe stato supportato
nella sua globalità verso un contestuale inserimento lavorativo, sociale, educativo e sanitario.
Così i 400 tirocinanti presentavano ciascuno la propria richiesta di presa in carico
presso il Servizio sociale e contestualmente il Comune di Messina, tra i soggetti disponibili
ad ospitare i beneficiari dei tirocini di inclusione finanziati, sceglie l’istanza proveniente
dalla Messina Servizi Bene Comune s.p.a. (Società “in house providing” a socio unico
Comune di Messina che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti, la pulizia delle strade, delle
spiagge, la raccolta porta a porta e altri servizi essenziali per l’ambiente, l’igiene e il decoro
della città quali, la rimozione delle discariche abusive, la pulizia dei mercati, la scerbatura e
la gestione dei centri di raccolta).
Così, tutti e 400 stipulavano presso il Centro per l’Impiego di Messina una
Convenzione lavorativa relativa al predetto tirocinio di inclusione sociale, con proponente il
Comune di Messina, soggetto ospitante la Messina Servizi Bene Comune s.p.a., per la figura
professionale, di “operatori ecologici e raccoglitori o separatori di rifiuti” ove venivano
impegnati giornalmente, dal lunedì al venerdì per 5 ore lavorative giornaliere ed una
indennità mensile di Euro 600,00 da corrispondersi al tirocinante che avesse effettuato
almeno il 70% delle ore mensili previste.
I 400 tirocinanti quindi per la stragande maggioranza sono stati impegnati, chi più chi
meno, per 24 mesi per le predette mansioni presso la Messina Servizi Bene Comune s.p.a.
che, anche grazie allo svolgimento dell’attività lavorativa questi tirocinanti, ha conseguito lusinghieri risultati nel servizio di raccolta differenziata dei rifiuti e di pulizia delle strade
cittadine.
400 Tirocinanti che hanno continuato a lavorare anche quando non hanno ricevuto
regolarmente il pagamento delle indennità mensili, quasi a non voler fare loro dimenticare
quello stato di disagio e bisogno in cui sarebbero stati destinati a tornare.
E così, oggi ben 400 tirocinanti tornano a casa senza che sia stato raggiunto l’obiettivo:
garantire, dopo averli formati, il loro inserimento o il reinserimento nel contesto lavorativo
locale e senza che sia stata loro fornita una concreta possibilità di prosecuzione lavorativa
ed uscita dal disagio sociale.
Il Comune di Messina, – a meno di non voler ritenere che i 400 tirocinanti, impiegati
in un servizio assolutamente indispensabile per l’ente locale ed i cui frutti sono stati sotto gli
occhi di tutti, siano stati soltanto illusi – , nel rispetto delle finalità del progetto nonché
dell’impegno finanziario già investito e delle energie lavorative profuse in circa due anni,
sarebbe tenuto a dare delle risposte in ordine alle proprie determinazioni sulla prosecuzione
dell’impiego lavorativo dei tirocinanti nel servizio in questione, dagli stessi sempre garantito.
Questa e tante altre sono le domande che si sono posti alcuni dei tirocinanti inseriti nel
progetto in questione, domande formalmente rivolte, per il tramite del loro legale di fiducia,
Avv. Annalisa Giacobbe a tutti gli organismi interessati dalla vicenda ma a cui ad oggi
nessuno ha sentito il dovere di dare una risposta. Ancora quindi la domanda: “che ne sarà di
noi!?”.

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