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Trasporti a Messina: ATM verso lo sciopero anche in periodo elettorale. Rottura totale tra maggioranza dei sindacati e vertici aziendali

- 13/04/2026
orsa cisl sciopero atm

Dopo mesi di attriti, denunce e tentativi di mediazione, le organizzazioni sindacali Filt-CGIL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e ORSA TRASPORTI hanno chiuso con esito negativo la prima fase delle procedure di raffreddamento.

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Messina, 13 Aprile 2026 – La tensione all’interno di ATM S.p.A. ha raggiunto il punto di non ritorno. Dopo mesi di attriti, denunce e tentativi di mediazione, le organizzazioni sindacali Filt-CGIL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e ORSA TRASPORTI hanno chiuso con esito negativo la prima fase delle procedure di raffreddamento. Le trattative con l’azienda si sono infatti concluse con una fumata nera durante l’incontro svoltosi nella mattinata di oggi, 13 aprile 2026.

A fronte del persistente stallo, i sindacati hanno formalmente attivato la seconda fase della procedura, chiedendo la convocazione urgente delle parti in sede prefettizia davanti a S.E. il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani. Il messaggio inviato ai vertici aziendali non ammette repliche: lo stato di agitazione rimane pienamente attivo e le sigle si riservano di procedere alla proclamazione di azioni di sciopero qualora anche questo estremo tentativo di conciliazione dovesse fallire.

Le motivazioni della vertenza: clima teso, “cerchi magici” e carenze gestionali

L’incontro odierno si era aperto con la dichiarata disponibilità dell’azienda al dialogo. Il Direttore Generale, Dott. Pietro Picciolo, aveva confermato l’impegno alla risoluzione delle problematiche e all’unificazione dei tavoli tecnici. Tuttavia, le sigle sindacali hanno respinto le aperture al mittente, mettendo a verbale come le soluzioni proposte risultino “insufficienti e dilatorie” rispetto alle reali aspettative dei lavoratori.

Alla base della vertenza permangono criticità profonde che paralizzano l’operatività quotidiana e avvelenano il clima aziendale. I sindacati denunciano un quadro allarmante:

  • Segnalazioni diffuse di comportamenti vessatori, pressioni indebite e disparità di trattamento imputabili alla direzione operativa.
  • Carenze strutturali di organico in settori nevralgici come la Sala Operativa e la Rimessa.
  • Immissione in servizio di mezzi non idonei, con evidenti ricadute sulla sicurezza dell’esercizio.
  • Una gestione del personale che mantiene un approccio restrittivo verso i lavoratori e un atteggiamento autoritario sui diritti acquisiti.
  • Introduzione di disposizioni unilaterali tramite gli Ordini di Servizio n. 37 e 38/2026 in materia di ferie e malattie, in aperto contrasto con il quadro normativo.
  • Persistenti errori dell’ufficio paghe nel calcolo del premio di produzione e degli straordinari.
  • Trattenute salariali applicate in via immediata, a fronte di rimborsi delle somme dovute che avvengono con tempistiche fortemente dilatate.

Le quattro sigle sindacali, che ascrivono gran parte delle tensioni alle modalità gestionali ereditate dalle precedenti amministrazioni, richiedono un tempestivo avvicendamento dei dirigenti e dei responsabili. L’obiettivo è tracciare un netto confine con le dinamiche del passato, un periodo descritto a tinte fosche e caratterizzato da “cerchi magici”, carriere riservate a “pochi eletti” e una vera e propria “caccia alle streghe” per il resto del personale.

La spaccatura sindacale: scontro aperto e l’ombra della campagna elettorale

La vertenza si è rapidamente trasformata anche in uno scontro interno al panorama sindacale locale, intrecciandosi con il delicato momento politico cittadino. Filt-CGIL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e ORSA, forti di rappresentare la maggioranza della forza lavoro in ATM, hanno diramato una dura nota contro una “sigla minoritaria”. Quest’ultima è accusata di aver improvvisamente sospeso le azioni di protesta nel corso delle trattative, firmando un verbale ritenuto “privo di contenuti reali”.

Secondo il fronte maggioritario, questa improvvisa marcia indietro rappresenta un “rinvio strategico”, utile esclusivamente a non generare turbolenze durante la campagna elettorale a Messina. Il blocco sindacale rivendica invece la concretezza delle proprie azioni: in un recente incontro d’urgenza fuori sede, a cui la sigla minoritaria avrebbe scelto di non partecipare appellandosi a ragioni di “dignità sindacale”, le quattro sigle hanno ottenuto dal direttore l’abolizione di alcuni ordini di servizio giudicati clientelari.

La linea tracciata è ormai definita: Filt-CGIL, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa andranno avanti con le azioni di lotta “anche durante il periodo elettorale”, finché non verrà posta fine a ogni tentativo di interferenza esterna nella gestione di ATM S.p.A.. Lo sciopero dei trasporti a Messina appare oggi un’ipotesi sempre più concreta.

LA NOTA DI ORSA DI FILT CGIL UIL TRASPORTI FAISA

UNA SIGLA MINORITARIA SOSPENDE LE PROTESTE IN ATM, CGIL, UIL, FAISA E ORSA VANNO AVANTI: “CHI SI È VENDUTO ALL’AZIENDA?”

Siamo costretti, ancora una volta, a fare chiarezza sulle disinformazioni diffuse da una sigla sindacale minoritaria all’interno di ATM S.p.A.

Evitiamo di scendere al livello delle provocazioni e rispondiamo con fatti concreti alla messinscena costruita ad arte per raccogliere qualche consenso tra i lavoratori o, peggio, per condizionare la campagna elettorale a Messina.

Fedeli al principio “verba volant, scripta manent”, scegliamo di scrivere, nero su bianco, invece di affidarci a comunicati da recitare davanti alle telecamere o confezionati per i social.

Tutto nasce da un incontro urgente, avvenuto in tarda serata, tra Filt CGIL, UIL Trasporti, FAISA CISAL, ORSA e il direttore di ATM. Per ragioni logistiche, il confronto si è svolto in una sede diversa da quella aziendale. Anche la sigla in questione era stata invitata, ma ha preferito disertare, appellandosi a una presunta “coerenza” e “dignità sindacale”.

Un’assenza grave, considerando che quell’incontro era finalizzato a bloccare ordini di servizio riconducibili a una gestione passata che tanto danno ha arrecato ai lavoratori e che queste organizzazioni contrastano senza esitazione.

Fa sorridere che chi oggi invoca principi e regole, in passato abbia partecipato senza esitazioni a incontri con esponenti politici, anche in sedi istituzionali. Quando l’assessore Mondello convocò i sindacati per affrontare le vertenze ATM, i rappresentanti di questa sigla erano presenti in prima fila, in un contesto politico ben definito. Evidentemente, allora, coerenza e dignità potevano attendere.

In quell’incontro recente, invece, CGIL, UIL, FAISA e ORSA hanno ottenuto un risultato concreto: l’abolizione di alcuni ordini di servizio che avrebbero riportato in vita dinamiche opache e logiche clientelari.

Al di là delle polemiche, resta un dato: è stato raggiunto un risultato storico. Chi ha scelto di non esserci ha perso un’occasione e indebolito la tutela dei lavoratori.

Nei giorni successivi, la stessa sigla ha mostrato tutta la propria inconsistenza. Dopo aver annunciato battaglia, ha improvvisamente sospeso le azioni di protesta durante un incontro con l’azienda sulle procedure di raffreddamento, firmando un verbale privo di contenuti reali e senza alcun beneficio per i lavoratori.

Una scelta che appare come un rinvio strategico, utile solo a non disturbare la campagna elettorale.

Diversamente, CGIL, UIL, FAISA e ORSA hanno chiuso negativamente le procedure di raffreddamento, annunciando azioni di lotta anche durante il periodo elettorale, finché non verrà messa fine a ogni tentativo di interferenza esterna nella gestione aziendale.

Le parole contano poco, sono i fatti a parlare: ed è nei fatti che si capisce chi ha davvero scelto da che parte stare.

CGIL, UIL, FAISA e ORSA, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori ATM, confermano la volontà di andare avanti fino al raggiungimento degli obiettivi.

La fiducia dei lavoratori è la nostra forza. A loro soltanto rispondiamo.

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