
La campagna elettorale messinese si infiamma sui temi economici e sociali, con un faro puntato sul piano di riequilibrio finanziario e sulle storiche criticità del territorio. A tracciare un quadro netto della situazione cittadina e regionale è la senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, intervenuta ai microfoni di Radio Taormina durante la trasmissione “Taomattina Live” condotta da Carmelo Caspanello.Un’analisi a tutto tondo che parte dai recenti rilievi mossi dalla Corte dei Conti sui bilanci comunali. La senatrice non fa sconti all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile, accusata di portare avanti una narrazione spesso distante dall’effettiva salute delle casse pubbliche.
Sotto la lente d’ingrandimento finisce in particolare la spesa per i grandi eventi e concerti. Investimenti imponenti che, secondo Musolino, non si traducono in un reale ritorno turistico per il territorio, complice una cronica carenza di strutture alberghiere capaci di garantire una permanenza prolungata dei visitatori.
Il nodo delle società partecipate è un altro tassello cruciale dell’intervento. Secondo la senatrice, la sostenibilità del modello attuale impone una seria riflessione: non si tratta di realtà capaci di generare utili autonomi, ma di strutture che finiscono per gravare, direttamente o indirettamente, sul bilancio di Palazzo Zanca. Pur senza sminuire il valore delle assunzioni, l’esponente di Italia Viva invoca maggiore prudenza, tracciando un solco profondo tra i traguardi raggiunti nel quadriennio 2018-2022 e l’attuale fase amministrativa, rea di aver “smarrito l’obiettivo centrale” e di essersi chiusa in un clima politico refrattario al dialogo.
L’orizzonte delle emergenze travalica tuttavia i confini cittadini per abbracciare l’intera Sicilia, specialmente sul fronte sanitario.
Le infinite liste d’attesa, le carenze d’organico e le profonde disparità di accesso alle cure dipingono un sistema in affanno, i cui nodi irrisolti finiscono per negare il diritto primario alla salute, costringendo molti siciliani a rinunciare del tutto a curarsi.
In chiusura, una doverosa e drammatica riflessione sul tema della sicurezza, riaccesa dalla cronaca locale con il recente femminicidio di Daniela Zinnanti nel messinese. Un tragico evento che impone allo Stato di interrogarsi sulle falle del sistema di protezione delle vittime. La senatrice evidenzia l’urgenza di potenziare strumenti di prevenzione come il braccialetto elettronico e di investire massicciamente nella formazione di magistrati e operatori del settore, perché se una donna ha il coraggio di denunciare, le istituzioni hanno l’obbligo di garantirle una protezione invalicabile.





