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Schianto sull’A20 allo svincolo di Patti: alla guida con un tasso alcolemico record di 4,7, patente revocata e veicolo sequestrato

- 08/04/2026
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Il conducente 52enne ha perso il controllo della sua utilitaria schiantandosi da solo contro il guard rail. I test in ospedale hanno rivelato valori oltre otto volte superiori al limite di legge. L’uomo rischia ora l’arresto fino a un anno e una maxi ammenda.

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Un tasso alcolemico impressionante, superiore di oltre otto volte al limite consentito dalla legge. È questo il dato allarmante emerso a seguito di un incidente stradale autonomo avvenuto nei giorni scorsi nei pressi dello svincolo di Patti, lungo l’autostrada A/20 Messina-Palermo.

Protagonista della vicenda è un uomo di 52 anni che, trovandosi in condizioni psicofisiche pesantemente alterate dall’alcol, ha perso il controllo della vecchia utilitaria di cui era alla guida
. La corsa del mezzo si è arrestata in modo brusco, finendo per schiantarsi contro il guard rail posto a protezione della carreggiata.

Immediato l’intervento degli agenti della Polizia Stradale di Sant’Agata di Militello, che hanno prestato i primi soccorsi all’automobilista
. L’uomo è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Patti, dove i sanitari gli hanno prestato le cure del caso emettendo una prognosi di trenta giorni.

A destare il maggiore sconcerto sono stati però i risultati degli accertamenti clinici. Gli esami effettuati in ospedale hanno infatti certificato un tasso alcolemico pari a 4,7 grammi per litro, un valore esorbitante se confrontato con la soglia massima consentita per mettersi alla guida, fissata a 0,5 g/l.

Le conseguenze per il cinquantaduenne, denunciato dalla Polizia Stradale, sono ora pesantissime. All’uomo è stata immediatamente ritirata la patente di guida ai fini della revoca, mentre la sua vettura è stata sottoposta a sequestro amministrativo, un provvedimento che è finalizzato alla confisca. Dal punto di vista penale, il conducente rischia adesso un’ammenda economica compresa tra i 1.500 e i 6.000 euro, oltre alla pena dell’arresto da sei mesi fino a un anno.

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