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ANCE – L’illusione social svuota i cantieri siciliani: fuga dei giovani dall’edilizia, il saldo delle imprese è in rosso

- 07/04/2026
Gianluca Zaccaria

Nel primo trimestre si registrano 1.627 chiusure a fronte di sole 698 nuove iscrizioni. L’allarme di Ance: a rischio il ricambio generazionale. Il presidente Zaccaria annuncia un tour nelle scuole: «Racconteremo che costruire il futuro dà gratificazioni reali, non like»

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Il fascino effimero del guadagno facile corre sui display degli smartphone. Tra le promesse di carriere fulminee da influencer e i miraggi di ricchezza proposti dai nuovi guru della consulenza finanziaria, un intero pilastro dell’economia reale rischia di sgretolarsi. In Sicilia, il settore dell’edilizia si scontra con una realtà paradossale: pur essendo un comparto vitale, fatica a reperire manodopera e, soprattutto, assiste impotente a un’emorragia di imprese non compensata da nuove energie giovanili.

A fotografare questa crisi vocazionale e strutturale sono i dati dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia relativi al primo trimestre dell’anno in corso. Attualmente, l’Isola conta 21.850 imprese attive nella costruzione di edifici (residenziali e non), che garantiscono lavoro a 72.089 addetti. Tuttavia, il saldo tra chiusure e aperture è in profondo rosso: le Camere di commercio hanno registrato ben 1.627 cessazioni di attività, a fronte di appena 698 nuove iscrizioni.

Scavando più a fondo nei numeri, emerge un tessuto produttivo estremamente frammentato. Delle quasi 22mila imprese totali, più della metà (11.609) è costituita da ditte individuali senza dipendenti o con un solo addetto. Di fatto, l’onere di portare avanti la macchina delle costruzioni siciliana grava su un nucleo di 10.241 aziende mediamente strutturate. E qui si innesta il dato più allarmante, elaborato da Infocamere nazionale: a garantire la continuità produttiva e l’innovazione c’è un drappello di appena 3.797 aziende gestite da under 35. Circa un terzo dello stock necessario.

«Il problema si estende alla difficoltà di individuare una nuova generazione di imprenditori edili», lancia l’allarme Gianluca Zaccaria, presidente regionale del Gruppo Giovani Imprenditori di Ance Sicilia. «Anche molte imprese storiche siciliane si trovano oggi davanti a un passaggio generazionale incerto, con figli che spesso scelgono strade professionali completamente diverse, attratti da modelli di business che promettono un futuro agile e veloce».

Per arginare questa fuga dalla realtà materiale verso quella virtuale, i giovani costruttori di Ance hanno deciso di passare al contrattacco, scendendo direttamente in campo. Zaccaria annuncia infatti l’avvio di un tour che toccherà scuole, istituti tecnici e università dell’Isola.

«Vogliamo raccontare cosa significa davvero fare impresa nel settore delle costruzioni – spiega il presidente – e spiegare che dietro ogni infrastruttura, ogni scuola, ogni ospedale, ogni casa sicura c’è il lavoro di imprenditori che ogni giorno investono, rischiano e costruiscono il futuro delle nostre comunità. È un settore che dà molte soddisfazioni e riconoscimenti destinati a durare nel tempo, ben oltre un click».

Una battaglia, quella di Ance, che non può essere combattuta in solitudine. Zaccaria chiama a raccolta la politica e il mondo dell’istruzione: «Per vincere questa sfida culturale serve un’alleanza tra istituzioni, sistema formativo e mondo delle imprese. Dobbiamo valorizzare le professioni tecniche e artigiane, troppo a lungo considerate di serie B. In realtà, sono proprio queste competenze la vera chiave dello sviluppo economico per i decenni a venire».

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