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Nuovo calo record delle nascite nel 2025, -3,9% dal 2024

- 01/04/2026
madri e figli nascite

Istat, saldo naturale ampiamente negativo. Diminuisce la fecondità: 1,14 figli per donna

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Sempre meno figli, sempre più tardi, in un Paese che conta quasi 59 milioni di residenti mentre la popolazione si mantiene stabile grazie alle migrazioni.

L’ultimo bilancio demografico presentato dall’Istat racconta ancora una volta un’Italia alle prese con un nuovo record del calo demografico. Nel 2025 si contano, infatti, 355mila nascite: -3,9% rispetto al 2024. A diminuire è anche la fecondità che scende a 1,14 figli per donna, rispetto all’1,18 dell’anno precedente. Un dato, fa sapere l’Istituto, “comune a molti Paesi europei”. Se diminuiscono i nuovi nati, in Italia rimangono stabili i decessi: 652mila nel 2025. Il dato fa così registrare un saldo naturale – la differenza tra nascite e morti – “ampiamente negativo” con circa 296mila unità in meno, in peggioramento rispetto al 2024.

La popolazione residente al 1 gennaio 2026 è quindi di poco inferiore a 59 milioni, in crescita al Nord, in calo al Sud: ad avere la cittadinanza straniera sono 5 milioni e 560mila persone, mentre per 53 milioni e 833mila individui è italiana. Rispetto all’anno precedente ci sono quasi 190mila stranieri in più e altrettanti italiani in meno: la popolazione, in questo modo, si mantiene stabile. Nella fotografia scattata dall’Istat c’è poi una curiosità: tra calo delle nascite e decessi stabili, cambia l’idea della famiglia italiana. Nel corso degli anni si è, infatti, “semplificata” sempre più fino ad arrivare ai giorni nostri: tra le 26,6 milioni di famiglie del biennio 2024-25 le più diffuse sono quelle “unipersonali”. Oggi oltre un terzo è formato da una sola persona, il 37,1%, mentre venti anni fa erano il 25,9%. Inoltre, le coppie con figli costituiscono il 28,4% delle famiglie, mentre quelle che non li hanno sono stabili nel tempo e rappresentano un quinto del totale. I nuclei sono anche sempre più piccoli: si passa dai 2,6 componenti di 20 anni fa agli attuali 2,2. Aumentano quelle monogenitore che oggi sono 1 su 10. Sempre meno nuovi nati, famiglie sempre più piccole e anche meno matrimoni.

Nel 2025 sono stati 165mila, -8mila dal 2024, con un calo maggiore tra i ‘sì’ pronunciati in chiesa: le nozze con rito religioso sono diminuite dell’11,7%. Ma se nascono meno bambini e i decessi sono stabili, quanti anni hanno in media gli italiani? Innanzitutto, nel panorama europeo l’Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita: nel 2025 è di 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. Quanto all’età, al 1° gennaio 2026 quella media stimata dei residenti è di 47,1 anni. Se diminuisce la popolazione tra i 15 e i 64 anni, che rappresenta il 63,2% del totale, aumentano gli over 65: oltre 240mila in più, sono il 25,1%. Per il peso di questa fascia d’età, l’Italia è il Paese più anziano tra quelli dell’Unione Europea. “Ormai siamo oltre la crisi demografica. Quella che ci presenta oggi l’Istat è una crisi sociale, economica e culturale – è l’allarme del presidente della Fondazione per la Natalità, Gigi De Palo – È il rischio concreto di una generazione tendente allo zero: meno giovani, meno lavoro, meno crescita, meno futuro”.

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