
Suzuka si tinge d’argento, ma il cuore batte tricolore. Kimi Antonelli, a soli 19 anni, continua a riscrivere la storia della Formula 1 dominando le qualifiche del Gran Premio del Giappone. Il talento italiano della Mercedes firma una pole position che profuma di definitiva consacrazione, bloccando il cronometro sull’1’28”778. È l’unico pilota a infrangere il muro dell’1’29, infliggendo una lezione durissima al compagno di squadra George Russell, staccato di ben tre decimi.
Tra freddezza in pista ed emozioni ai microfoni
Al volante mostra la lucidità di un veterano, ma sceso dall’abitacolo non nasconde le emozioni naturali di un ragazzo che sta vivendo il suo sogno. «Sono un pochino più tranquillo ma avrò comunque le farfalle allo stomaco», ha confessato Kimi ai microfoni di Sky Sport. «Domani speriamo di essere primi in curva 1 e di fare un buon passo».
Una consapevolezza che si accompagna a una maturità sorprendente nell’analizzare i propri margini di crescita: «Questa pole è stata più bella di quella in Cina perché mi sono sentito meglio in macchina. Lì non avevo fatto una partenza decente, oggi ho imparato la lezione. Siamo sulla strada giusta».
Il crollo del Re: Max fuori dalla top 10
Se nel box Mercedes si fa festa, in casa Red Bull si registra un vero e proprio terremoto sportivo. La notizia di giornata è la clamorosa eliminazione di Max Verstappen in Q2. Il pluricampione del mondo scatterà solo dall’undicesima casella, alle spalle persino del compagno di squadra Hadjar.
È la peggior qualifica di sempre per l’olandese con la scuderia austriaca. Il suo commento a caldo fotografa un momento di profonda crisi tecnica: «La macchina era imprevedibile, scivolava tanto. Siamo peggiorati».
Le Rosse masticano amaro, sorpresa Gasly
La Ferrari osserva da lontano, costretta ad accontentarsi della seconda e terza fila. Charles Leclerc chiude al quarto posto, incassando un ritardo di oltre sei decimi (+0”627) e mostrando grande pragmatismo: «Raggiungere le Mercedes sarà oggettivamente difficile». Ancora più esplicito Lewis Hamilton, sesto a quasi otto decimi dalla vetta: «C’è un divario enorme, non è solo colpa del motore, perdiamo anche nelle curve lente». A provare a ricompattare l’ambiente è il team principal Fred Vasseur, che si aggrappa al ritmo domenicale: «Il passo gara è buono, per domani tutto è aperto. Da Miami inizierà un altro campionato».
A completare le posizioni di vertice c’è la McLaren di Oscar Piastri, che scatterà terzo. Giornata di grazia per Pierre Gasly, eccellente settimo con l’Alpine, e per il brasiliano Gabriel Bortoleto, solido ottavo sulla sua Audi.
Sprofondo nero, invece, in casa Williams: Carlos Sainz non va oltre un deludente sedicesimo posto, precedendo il compagno Alexander Albon. A chiudere mestamente la fila ci sono le Aston Martin di Alonso e Stroll, lontanissime dai fasti del passato.
L’appuntamento è fissato per la gara di domani: i riflettori e le speranze di un’Italia intera sono tutti puntati sul giovane Kimi.



