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Il “Guardiano dei conti” e il bilancio che non c’è: l’affondo di Gioveni FdI. Basile in campagna elettorale, la Provincia verso l’esercizio provvisiorio

- 28/03/2026
gioveni

Il risultato di questa perla di programmazione amministrativa? Da mercoledì 1° aprile l’Ente entrerà di filato in “gestione provvisoria”. Che non è una gita fuori porta, ma una camicia di forza contabile.

Ci eravamo illusi, per un attimo, di avere a che fare con un novello Quintino Sella. O quantomeno con uno zelante ragioniere. E invece, gratta gratta, sotto l’abito del “guardiano dei conti” spunta il solito prestigiatore della politica nostrana. L’ex sindaco metropolitano Basile ha infatti pensato bene di levare le tende da Palazzo dei Leoni dimenticandosi un piccolo, insignificante dettaglio: il Bilancio di previsione 2026.

A scoperchiare il proverbiale vaso di Pandora ci ha pensato Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia e consigliere provinciale, che ha spiattellato la cruda e imbarazzante realtà in faccia al vicesindaco metropolitano Santoro.

Il trucco c’è e si vede

Forse non tutti sanno – anzi, non lo sa praticamente nessuno, perché certe notizie chissà come mai faticano a bucare la narrazione idilliaca locale – che la scadenza di legge per presentare l’odiato documento contabile era fissata al 28 febbraio. Poi, con la consueta magnanimità all’italiana, i termini sono stati prorogati al 31 marzo. Ebbene, a Palazzo dei Leoni della delibera non c’è traccia. Zero. Il documento è ancora mollemente “in fase di redazione“. Una formula burocratica assai elegante per confessare che, a tempo quasi scaduto, le carte sono ancora in alto mare.

Il risultato di questa perla di programmazione amministrativa? Da mercoledì 1° aprile l’Ente entrerà di filato in “gestione provvisoria”. Che non è una gita fuori porta, ma una camicia di forza contabile. Significa, come ricorda implacabile Gioveni, che la Città Metropolitana di Messina non potrà più scucire un euro per i servizi, se non per quelle pochissime spese classificate dalla legge come rigorosamente “indifferibili ed urgenti”. In pratica, si stacca la spina. Si va dritti verso il rischio concreto di una paralisi dell’attività amministrativa ordinaria.

E mentre l’ex provincia arranca verso il coma farmacologico, priva del suo strumento finanziario fondamentale, cosa fa l’ex primo cittadino? Vola alto. Passeggia sereno, stringe mani, elargisce sorrisi e rassicurazioni nella sua fervente campagna elettorale. Lasciando ai cittadini e a chi resta a presiedere Palazzo dei Leoni l’onere di raccogliere i cocci di un ente paralizzato. Un autentico capolavoro: scappare prima che la baracca si fermi, lasciando il cerino acceso in mano a qualcun altro.

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