16 views 4 min 0 Comment

Torna l’ora legale: nella notte tra sabato e domenica lancette avanti. E il Parlamento valuta l’addio definitivo all’ora solare

- 27/03/2026
Gemini Generated Image cryv4pcryv4pcryv
WhatsApp vds

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l’Italia compie il consueto balzo in avanti: alle ore 2:00 in punto, le lancette degli orologi si sposteranno sulle 3:00. Un’ora di sonno in meno per questa notte, ma in cambio guadagneremo serate decisamente più luminose fino al prossimo 25 ottobre.

Eppure, quello di quest’anno potrebbe non essere il solito, ciclico appuntamento. Il 2026 segna infatti uno spartiacque: per la prima volta nella storia recente del nostro Paese, il sistema del doppio cambio stagionale è finito ufficialmente sotto la lente del Parlamento, che sta valutando l’introduzione dell’ora legale permanente.

Come gestire il cambio (e quali orologi controllare)

La transizione, come sempre, viaggia su un doppio binario. Per smartphone, computer, tablet e smartwatch connessi alla rete, l’aggiornamento avverrà in totale autonomia. L’intervento manuale sarà invece necessario per i dispositivi analogici e non connessi: forni, microonde, orologi da parete, sveglie da comodino e alcune autoradio. Il consiglio pratico è quello di regolarli già da sabato sera, per evitare spiacevoli ritardi negli appuntamenti della domenica mattina.

Bollette e ambiente: i numeri del risparmio

Il fondamento storico dell’ora legale risiede nel risparmio energetico, garantito dal maggiore sfruttamento della luce naturale. Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha elaborato le stime per i sette mesi del 2026 in cui la misura sarà in vigore:

  • Taglio ai consumi: 302 milioni di kilowattora risparmiati (pari al fabbisogno annuo di circa 115.000 famiglie).
  • Risparmio economico: circa 80 milioni di euro in meno sulle bollette, calcolati sui costi attuali di ARERA.
  • Beneficio ambientale: 142.000 tonnellate di emissioni di CO₂ evitate.

Numeri che potrebbero lievitare sensibilmente se l’ora legale venisse estesa a tutto l’anno: in quel caso, si stima un risparmio aggiuntivo di 720 milioni di kWh annui (circa 180 milioni di euro) e 200.000 tonnellate di CO₂ in meno immesse in atmosfera.

L’indagine alla Camera: verso l’ora legale permanente?

La vera novità del 2026 si gioca a Montecitorio. L’11 marzo, la X Commissione della Camera (Attività Produttive) ha avviato un’indagine conoscitiva ufficiale sull’impatto dell’ora legale permanente. Un’accelerazione arrivata dopo la spinta di 352.000 firme raccolte a novembre 2025 da SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), Consumerismo No Profit e dal deputato Andrea Barabotti.

Entro il 30 giugno 2026, la Commissione ascolterà istituzioni, associazioni di categoria (come Confindustria e Confcommercio) ed esperti. Pur non essendo un atto legislativo, questa indagine rappresenta il primo passo strutturato dell’Italia verso l’abolizione del cambio stagionale.

Il nodo di Bruxelles

L’entusiasmo italiano deve però fare i conti con l’impasse europea. Nonostante nel 2018 ben l’84% dei cittadini dell’UE si fosse espresso a favore dell’abolizione in una consultazione pubblica, la direttiva del 2019 si è arenata. La pandemia e, soprattutto, le divisioni geopolitiche tra i Paesi del Nord (propensi all’ora solare) e quelli del bacino Mediterraneo (favorevoli all’ora legale) hanno bloccato i lavori del Consiglio dell’UE.

Fino a un accordo comunitario, l’Italia non potrà muoversi in totale autonomia: adottare un fuso orario disallineato rispetto ai Paesi confinanti creerebbe infatti pesanti disagi ai trasporti, al commercio e ai mercati finanziari.

Gli effetti sulla salute: come un piccolo jet lag

Nei giorni immediatamente successivi al cambio, non è raro avvertire un po’ di stanchezza mattutina, irritabilità o difficoltà ad addormentarsi. Si tratta di un “mini jet lag” che il nostro corpo assorbe solitamente nell’arco di tre o cinque giorni. Secondo gli esperti della SIMA, l’adozione dell’ora legale permanente eliminerebbe questo stress cronico da sfasamento del ritmo circadiano, portando benefici stabili alla qualità del sonno e alla salute cardiovascolare.

image 5