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Disabili psichici, due anni di servizi comunali senza contratto: l’allarme di Russo sui possibili debiti fuori bilancio

- 26/03/2026
Russo consiglio

Il consigliere comunale accende un faro sulla gestione delle comunità alloggio a Messina tra il 2022 e il 2023 chiedendo chiarezza sulle CONVENZIONI RETROATTIVE ed il rischio debiti FUORI BILANCIO al Commissario Mattei.

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Due anni di assistenza garantita, ma senza i necessari atti formali a monte. È questa l’anomalia amministrativa sollevata dal consigliere comunale Alessandro Russo in una nota ufficiale indirizzata al Commissario Straordinario del Comune di Messina, Pietro Mattei. Al centro della delicata questione c’è la gestione delle comunità alloggio per disabili psicofisici nel biennio compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023. Si tratta di un servizio residenziale considerato pubblico ed essenziale, prescritto dalla legge regionale 22 del 1986, che l’Ente peloritano è tenuto a garantire a favore di soggetti fragili e privi di un adeguato supporto familiare.

Stando a quanto si evince dalla determinazione dirigenziale numero 1679 dello scorso 24 febbraio, citata da Russo nella sua missiva, nel biennio in questione l’espletamento del servizio è stato assicurato presso le strutture convenzionate, garantendo di fatto la continuità assistenziale ai pazienti. Tuttavia, l’intoppo burocratico è evidente: per quel preciso lasso di tempo, i fondamentali atti convenzionali tra il Comune e le nove Comunità Alloggio coinvolte non sarebbero mai stati stipulati. L’amministrazione corre ora ai ripari prevedendo, come si legge nell’atto dirigenziale, la necessità di formalizzare quei rapporti pregressi approvando schemi di convenzione ad “efficacia retroattiva”, aventi natura esclusivamente ricognitiva e regolativa, e che non costituiscono un nuovo affidamento.

Ciò che desta maggiore preoccupazione nell’esponente politico è il potenziale impatto sulle casse comunali. Sebbene l’amministrazione avesse a suo tempo stanziato le somme nei bilanci delle annualità 2022 e 2023 , la recente determinazione fa esplicito riferimento alla possibilità che la copertura finanziaria sia oggetto di “eventuale riconoscimento ai sensi dell’art. 194 del D. Lgs. 267/200 ove necessario“. In sintesi: si palesa il rischio concreto di dover far fronte a debiti fuori bilancio. Dovendo sanare due intere annualità sprovviste di copertura tramite atto convenzionale, avverte Russo, “potrebbe essere altamente probabile che siano insorte maggiori necessità di copertura finanziaria” destinate a pesare sul bilancio dell’anno in corso.

Di fronte a questo scenario ritenuto allarmante, Russo sollecita un intervento chiarificatore del Commissario Mattei, ponendo una serie di interrogativi stringenti. Il consigliere chiede di conoscere le reali ragioni dei ritardi nella stipula dei contratti, domandandosi perché non si sia provveduto a regolarizzare i rapporti per tempo, considerando che già alla fine del 2021 si sarebbe dovuto provvedere per l’anno successivo. Infine, il nodo cruciale sulla tenuta dei conti: Russo chiede se i costi delle attività del biennio 2022-2023 siano stati integralmente coperti dai relativi stanziamenti originari o se graveranno sul bilancio 2026 sotto forma di debiti fuori bilancio, domandando inoltre precise rassicurazioni sull’adeguatezza delle attuali previsioni di bilancio per l’erogazione del servizio e sullo stato delle convenzioni dal 2023 ad oggi.

comm mattei