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Terremoto Giustizia: Meloni avvia il riassetto. Mura verso il Gabinetto, poltrona vuota per Delmastro

- 25/03/2026
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L’onda d’urto del referendum travolge via Arenula. Dopo gli addii del sottosegretario e della capa di gabinetto, Palazzo Chigi ridisegna gli equilibri: l’ex magistrato in pole per affiancare Nordio, mentre le deleghe andranno a Ostellari e Sisto. E su Santanchè cresce il pressing.

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L’onda lunga del “no” al referendum si abbatte su via Arenula, innescando quello che a Palazzo Chigi ha tutta l’aria di essere un repulisti ragionato. Giorgia Meloni ha deciso di prendere in mano il pallottoliere della maggioranza, partendo dalle macerie di un ministero nevralgico. Via due pedine fondamentali dello scacchiere di Carlo Nordio: il sottosegretario Andrea Delmastro e la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi. Un doppio passo indietro che, unito alle crescenti pressioni pubbliche che cingono d’assedio la ministra del Turismo Daniela Santanchè, segna l’inizio della “fase due” dell’esecutivo.

Se per eventuali nuovi addii, spontanei o indotti, i contorni restano ancora sfumati, la premier ha già iniziato a riempire le caselle chiave. Per il delicatissimo ruolo di braccio destro del Guardasigilli, in sostituzione della dimissionaria Bartolozzi, il nome in pole position è quello di Antonio Mura. Attuale capo dell’ufficio legislativo del dicastero, Mura – magistrato in pensione classe 1954 – vanta un curriculum istituzionale di altissimo profilo. Già procuratore generale nelle Corti d’appello di Roma e Venezia e sostituto procuratore generale in Cassazione, è alla sua seconda vita al ministero della Giustizia: dal 2014 al 2017 aveva guidato il dipartimento per gli Affari di giustizia, presiedendo i lavori per la chiarezza e la sinteticità degli atti processuali civili e penali. L’innesto di peso ideale per puntellare un ministero uscito pesantemente segnato dalla consultazione popolare.

Diversa, e squisitamente politica, la strategia per la poltrona lasciata libera da Delmastro. La sedia di sottosegretario alla Giustizia è destinata a rimanere vacante per i mesi a venire, ricalcando lo schema di congelamento già adottato per le dimissioni di Vittorio Sgarbi alla Cultura e di Augusta Montaruli all’Università. Nessuna nuova nomina all’orizzonte: le mansioni operative saranno spalmate sui due attuali vice di Nordio, il sottosegretario leghista Andrea Ostellari e il viceministro di Forza Italia Francesco Paolo Sisto.

Una mossa chirurgica che consente alla premier di centrare l’obiettivo senza sballottare i delicatissimi equilibri interni alla maggioranza. Assorbendo l’addio di Delmastro senza rimpiazzi, si cristallizza un trittico perfetto in via Arenula: un ministro in quota Fratelli d’Italia, un sottosegretario del Carroccio e un viceministro azzurro. La pace armata della coalizione è salva.

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