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Via Catania, l’accusa di Cacciotto: “Viabilità distrutta, via il finto parcheggio e tornino le due corsie”

- 19/03/2026
vascone

Il presidente della Terza Circoscrizione attacca le scelte dell’ex amministrazione: dal posteggio di interscambio “fantasma” al mercato temporaneo, fino ai cantieri fermi. “Non è visione, è accanimento”.

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C’era una volta la vecchia via Catania, con le sue carreggiate larghe e due corsie per senso di marcia. Oggi, di quell’assetto viario fluido non è rimasto quasi nulla. A lanciare un durissimo atto d’accusa contro la metamorfosi dell’arteria cittadina è Alessandro Cacciotto, presidente della Terza Circoscrizione del Comune di Messina, che senza mezzi termini definisce “distrutta” la viabilità della zona.

Al centro della polemica c’è la progressiva trasformazione della strada, innescata dalle scelte dell’ex amministrazione comunale. Il primo nodo critico, secondo Cacciotto, coincide con la realizzazione del parcheggio di interscambio. Una decisione considerata illogica, soprattutto per la presenza a pochi metri di distanza del grande parcheggio di Villa Dante. “Lascio la macchina e prendo un mezzo pubblico, questo è il significato di interscambio“, sottolinea il presidente, evidenziando come l’infrastruttura di via Catania non abbia mai assolto concretamente a questa funzione. Uno spazio “che non scambia nulla”, ma che ha di fatto sottratto un’intera corsia di marcia fondamentale per il deflusso delle auto.

Il caso urbano, però, non si è fermato al posteggio. Quello stesso “falso” parcheggio di interscambio è stato poi destinato a ospitare temporaneamente i mercatali. Un intervento d’emergenza che ha trasformato un ex asse viario in un’area mercatale provvisoria, strangolando ulteriormente il traffico.

A far traboccare il vaso è la cronaca dell’ultimo mese. Cacciotto denuncia l’annuncio di nuovi lavori per la creazione di un varco di svolta dedicato agli autobus: la strada è stata ulteriormente transennata e ristretta, ma i cantieri non sono mai partiti. Un’incompiuta silenziosa che il presidente ha già provveduto a segnalare al dirigente competente.

Per Cacciotto, la somma di questi interventi non risponde a una moderna strategia di mobilità urbana. “Questa non è visione, ma semplicemente accanimento“, tuona il presidente. La strada tracciata per il futuro è una sola: un ritorno alle origini. La richiesta formale è che, non appena gli operatori commerciali potranno rientrare all’interno del mercato Vascone, si metta fine all’esperimento viario, cancellando le attuali strettoie per restituire ai cittadini di Messina le due corsie di marcia.

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