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Villa Quasimodo, l’allarme dell’architetto Principato: «Un cantiere pericoloso e un rischio per i reperti storici»

- 16/03/2026
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MESSINA – Un restyling da un milione di euro che rischia di trasformarsi in un «pericoloso e negativo lascito» per la città. È un attacco frontale quello lanciato sui social dall’architetto Nino Principato contro i lavori di riqualificazione di Villa Quasimodo (ex Royal), un progetto avviato nel settembre del 2025 sotto l’amministrazione dell’ex sindaco Basile e la cui conclusione è attesa per la prossima estate.

Al centro della polemica sollevata dal noto professionista messinese ci sono due questioni cruciali: la sicurezza dei pedoni, in particolare dei più piccoli, e la tutela del patrimonio archeologico cittadino.

Il nodo sicurezza: una piazza senza barriere

Il cantiere, eseguito su progetto della partecipata comunale Messina Servizi per un importo di quasi un milione di euro (999.182 euro), prevede la realizzazione di nuovi marciapiedi, sedute e tavoli circolari, arredi urbani e un’area giochi. Tuttavia, secondo Principato, la trasformazione dello spazio in una piazza aperta, priva di recinzioni protettive e con un patrimonio arboreo ridotto rispetto al passato, rappresenta un grave azzardo.

L’area è infatti stretta in una morsa di arterie ad altissima densità veicolare: via La Farina, via del Vespro, via Natoli e via Tommaso Cannizzaro. L’assenza di barriere fisiche, avverte l’architetto, espone al rischio concreto che i bambini possano sfuggire al controllo dei genitori o rincorrere un pallone finendo direttamente nel traffico. Una situazione nettamente in contrasto con la conformazione di altri polmoni verdi cittadini, come Villa Mazzini, dotata di una recinzione perimetrale con soli tre accessi facilmente controllabili.

Il monito sui resti dell’antica Zancle

Ma c’è un secondo, pressante allarme di natura storico-culturale che Principato rivolge a chi sta eseguendo le opere. All’interno di Villa Quasimodo sono custoditi preziosi brani murari risalenti all’antica Zancle-Messana di età arcaica.

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Questi reperti vennero salvati dalla distruzione nell’ottobre del 1971. In quei giorni, durante gli sbancamenti per la realizzazione dell’attuale Hotel Royal – che presero il posto del pregevole Albergo Reale di inizio Novecento, abbattuto in pieno “sacco edilizio” – i membri del Circolo Archeologico Codreanu, tra cui il compianto storico Franz Riccobono, recuperarono le antiche pietre. I frammenti furono smontati e ricollocati proprio all’interno della Villa per garantirne la conservazione.

Il timore finale espresso dall’architetto è netto: il rischio è che queste testimonianze millenarie vengano scambiate per inerti o materiale di scarto dalla ditta appaltatrice, finendo in discarica. Un appello preventivo per evitare che la riqualificazione urbanistica si traduca in un danno irreparabile alla memoria storica di Messina.

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