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Tragedia della Sansovino: due condanne e due assoluzioni a quasi dieci anni dal disastro

- 16/03/2026
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MESSINA – Un tragico bilancio di tre vite spezzate e una ferita ancora aperta per la marineria siciliana. Si è chiuso al Tribunale di Messina il processo per i fatti del traghetto Sansovino, il dramma consumatosi al molo Norimberga il 29 novembre 2016. La giudice monocratica Alessandra Di Fresco ha pronunciato la sentenza di primo grado per l’incidente costato la vita a tre marittimi, definendo il quadro delle responsabilità legali.

Le condanne e la sanzione societaria

La corte ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno le due figure apicali ritenute responsabili:

  • Luigi Genghi, all’epoca armatore della motonave Sansovino.
  • Domenico Cicciò, ispettore tecnico della società Caronte&Tourist Isole Minori.

Sanzionata anche la stessa Caronte&Tourist Isole Minori, a cui è stata inflitta una pena pecuniaria di 300 quote dal valore di 750 euro ciascuna. Le accuse principali, contestate a vario titolo, erano di omicidio colposo e violazione delle normative sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Le assoluzioni e il ricalcolo delle pene

Il verdetto ha alleggerito le richieste della Procura per altri indagati. Sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”:

  • Fortunato De Falco, direttore di macchina.
  • Josuè Agrillo, Dpa della «Seastar Shipping Navigation Ltd», la società deputata al controllo delle procedure del manuale di gestione della sicurezza a bordo.

Per Genghi, Cicciò e lo stesso De Falco è stata inoltre disposta la prescrizione per alcuni reati minori. Durante la requisitoria, i pubblici ministeri Marco Accolla e Roberto Conte avevano chiesto pene più severe (5 anni per De Falco, 4 anni e mezzo per Genghi e 4 anni per Cicciò), oltre all’assoluzione per Agrillo, richiesta che è stata accolta.

Il ricordo delle vittime

Il collegio difensivo che ha assistito gli indagati era composto dagli avvocati Alberto Gullino, Giuseppe Romeo, Giuseppe Mosca, Anna Scarcella e Pierfrancesco Lembo. In una fase precedente dell’iter giudiziario, il comandante della nave aveva già patteggiato la pena.

La sentenza chiude un capitolo cruciale di un’inchiesta che ha stabilito come i tre marittimi morirono a causa di letali esalazioni tossiche. Vittime di una tragedia sul lavoro che ha strappato alle loro famiglie Cristian Micalizzi (Messina), Gaetano D’Ambra (Lipari) e Santo Parisi (Terrasini).

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