Nota stampa Direttrice Nazionale del Dipartimento Letteratura dell’Accademia Tiberina di Roma Prof.ssa Antonietta Micali
Palermo ha ospitato il convegno internazionale a scopo sociale “La Cultura delle Donne contro le mafie”, ideato e organizzato dall’associazione Miss Chef presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito, dedicato alla promozione della cultura della legalità e della memoria civile.
L’evento è stato realizzato in sinergia con l’Associazione Nazionale Fante e con l’Accademia Tiberina, con la collaborazione di numerosi partner: APAMRI – Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (delegazione Sicilia e nazionale), CIM – Confederazione Italiani nel Mondo, Cattedra delle Donne, Federformazione, Chaine des Rôtisseurs Palermo e Disciples d’Auguste Escoffier International Italia.
Il convegno ha raccolto testimonianze ed esperienze dirette di donne – ma anche di uomini – siciliani e non, impegnati nella promozione della legalità e nel contrasto alle mafie, in ambiti come associazionismo, volontariato, cultura, arte, impresa e istituzioni civili, sociali, politiche e militari.
L’iniziativa si è svolta nella settimana del 117° anniversario dell’uccisione del poliziotto italo-americano Joe Petrosino, simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Miss Chef, presieduta dalla giornalista internazionale e autrice Rai Mariangela Petruzzelli, collabora da anni con l’associazione dedicata a Joe Petrosino, in particolare a New York, organizzando conferenze contro la violenza sulle donne e a favore della legalità. Le iniziative promuovono anche l’impresa etica e la formazione professionale di donne, comprese vittime di mafia, nel settore ristorativo e agroalimentare. Fondata nel 2012, Miss Chef opera tra Italia, Stati Uniti, Centro America e Africa.
Ad aprire il convegno con i saluti istituzionali sono stati Vincenzo Nuccio – presidente Assofante – Protezione Civile e Ambientale OdV Sicilia e socio APAMRI; Pietro Macaluso – coordinatore regionale APAMRI Sicilia; Pierluigi Matta – Università di Palermo e vicepresidente LUP – Libera Università della Politica; Wanda Fabbri Trapani – presidente Istituto Superiore per la Difesa delle Tradizioni “Roberto G. Trapani” Palermo; Umberto Rocco – presidente sezione ANFI Palermo e consigliere nazionale ANFI Sicilia; Roberto Vivaldi – presidente Associazione Chaine des Rôtisseurs Palermo e socio APAMRI.
Il coordinatore regionale APAMRI Pietro Macaluso ha portato i saluti del presidente Riccardo Di Matteo e del segretario generale Michele Grillo, sottolineando l’impegno dell’associazione nella promozione dei valori del merito, dell’etica del lavoro e della responsabilità civica.
Tra i relatori: Mariangela Petruzzelli; Antonietta Micali (insegnante, direttrice della Cattedra delle Donne, delegata APAMRI per la provincia di Messina e direttrice del Dipartimento Letteratura dell’Accademia Tiberina); Nino Melito Petrosino; Laura Mazza (presidente Federformazione); Matilde Scandurra (referente Miss Chef Sicilia, designer di gioielli ed editrice); Mariolina Frisella (accademica tiberina, consulente della Cattedra delle Donne e socia APAMRI); Rosa Maria Sciortino (consulente della Cattedra delle Donne e socia APAMRI); Salvatore Taverna (esperto in crisi da sovraindebitamento e presidente del Dipartimento europeo Business Crisis Recovery and Development di Bruxelles, da remoto); Ruben Guglietta (imprenditore, da remoto).
Hanno portato le loro testimonianze: Giovanni Tutone – imprenditore e artista; Gisa Messina – docente e musicista; Tina Berenato – esperta in comunicazione, design e digitale; Rosaria Di Maggio – chef e fiduciaria Disciples d’Auguste Escoffier International Lampedusa; Giovanni Montemaggiore – chef, vicepresidente Disciples d’Auguste Escoffier International Italia e presidente Regione Sicilia; Piera Aiello – testimone di giustizia ed ex deputata della Repubblica Italiana; Carmine Mancuso – poliziotto ed ex senatore della Repubblica Italiana; Domenico Zacchia e Giuseppe Nisi – referenti della nuova sede dell’Associazione Joe Petrosino a Palermo; Rossella Accardo – architetto e madre delle vittime di mafia Stefano e Marco Maiorana.
Nel corso del convegno è stata presentata ed esposta l’opera pittorica “Donna di mare e di sabbia”, realizzata dall’artista Elisabetta Marinello di Sciacca.
Antonietta Micali, portando i saluti del presidente Franco Antonio Pinardi, ha sottolineato come la mafia sia anche una mentalità che si alimenta di silenzio e indifferenza. La lotta alle mafie richiede quindi forte impegno culturale ed educativo, soprattutto nelle scuole. Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro educativo con gli studenti della scuola primaria attraverso percorsi di scrittura creativa e letture dedicate a figure simbolo della lotta alla mafia, come Padre Pino Puglisi.
Il convegno ha evidenziato il ruolo delle donne nella promozione della legalità, ricordando figure emblematiche come Lea Garofalo, Rita Atria, Francesca Morvillo e Graziella Campagna.
Laura Mazza ha sottolineato la formazione come strumento contro ignoranza e mafie; Matilde Scandurra ha evidenziato il valore del lavoro femminile nelle arti e nell’artigianato come forma di emancipazione; Mariolina Frisella ha spiegato come cultura e scuola aiutino i giovani a sviluppare consapevolezza; Rosa Maria Sciortino ha illustrato il ruolo degli avvocati in sinergia con la magistratura nei casi di mafia; Salvatore Taverna ha sottolineato l’importanza della lotta all’usura; Carmine Mancuso ha raccontato il proprio impegno politico e civile; Rossella Accardo ha testimoniato la sua azione nelle scuole e nelle istituzioni; Ruben Guglietta ha raccontato il recupero di una villa confiscata alla criminalità organizzata a Tor Bella Monaca destinata all’Accademia di Cucina Sociale Miss Chef.
Momenti di partecipazione artistica: Giovanni Tutone e Gisa Messina hanno recitato in lingua siciliana uno scritto di Felicia Impastato dedicato al figlio Peppino, insieme alla “Ave Maria dei Siciliani”.
Tina Berenato ha illustrato il valore del linguaggio nel racconto antimafia.
Gli chef Rosaria Di Maggio e Giovanni Montemaggiore hanno raccontato il loro impegno volontario a Lampedusa a favore dei migranti. Piera Aiello ha ribadito l’importanza di raccontare ai giovani le storie delle vittime di mafia. Domenico Zacchia e Giuseppe Nisi hanno sottolineato il valore dell’associazionismo in rete. Giuseppe Puleo ha illustrato le attività nelle scuole contro violenza sulle donne e mafie.
A conclusione è stata proiettata un’intervista al regista Giuseppe Ferrara, autore del film “Cento giorni a Palermo”, realizzata da Mariangela Petruzzelli, sua assistente per undici anni.
Il convegno ha ribadito che cultura, educazione e partecipazione civile sono strumenti fondamentali per contrastare la mentalità mafiosa. La mafia teme più di tutto la coscienza libera dei cittadini.
Il buon riscontro mediatico ha portato alla decisione di trasformare l’iniziativa in un festival itinerante in Sicilia e nel resto d’Italia.




