4 views 3 min 0 Comment

Food delivery e caporalato a Messina: indagata la società MyLillo S.r.l. per lo sfruttamento di 49 rider

- 16/03/2026
riders

MESSINA – Paga dimezzata, turni massacranti, nessuna tutela per la sicurezza e controlli asfissianti. È un quadro inquietante quello che emerge dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Messina sul lato oscuro del food delivery in riva allo Stretto. Al centro dell’inchiesta, condotta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, c’è la MyLillo S.r.l., nota azienda locale operante nella consegna di cibo a domicilio.

I magistrati contestano il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro all’amministratore della società e a tre suoi diretti collaboratori, i quali avrebbero agito come esecutori materiali. Secondo l’impianto accusatorio, i vertici aziendali avrebbero approfittato dello stato di bisogno di ben 49 lavoratori, impiegandoli in condizioni definite degradanti per quanto riguarda gli orari, l’impegno richiesto e i rigidi metodi di sorveglianza. I compensi erogati sarebbero stati nettamente inferiori a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale, arrivando in alcuni casi a non raggiungere nemmeno la metà dei minimi salariali garantiti. L’elevato numero di dipendenti coinvolti (superiore a tre) costituisce un’aggravante per i reati contestati.

Sicurezza ignorata: niente caschi, visite mediche o zaini sanificati

Oltre allo sfruttamento economico, le indagini, che coprono un periodo fino al maggio 2025, hanno fatto luce su una sistematica violazione delle normative sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La direzione non avrebbe sottoposto i propri dipendenti alle visite mediche preventive, necessarie per accertarne l’idoneità fisica.

Grave anche l’assenza di dispositivi di protezione individuale: ai rider non venivano forniti caschi, abbigliamento per le condizioni meteo avverse o attrezzature idonee a sanificare gli zaini utilizzati per il trasporto degli alimenti. Totalmente assente, secondo gli inquirenti, anche la formazione. I lavoratori venivano mandati in strada senza un’adeguata istruzione sui rischi generali e specifici della propria mansione, compreso il fondamentale addestramento per l’utilizzo sicuro dei ciclomotori nel traffico cittadino.

Le responsabilità dell’azienda

L’inchiesta, firmata dal sostituto procuratore Marco Accolla, chiama in causa direttamente anche l’ente. La MyLillo S.r.l. è indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle società per non aver adottato modelli organizzativi e di vigilanza idonei a prevenire reati commessi a suo vantaggio da soggetti con funzioni di rappresentanza o direzione.

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere di essere interrogati dal Pubblico Ministero prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio.

nas