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Messina fra “podestà” e “duumvirato”?

- 13/03/2026
lista de luca

Nota Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”

Fino a qualche anno fa chi si candidava a Sindaco nel Comune in cui risiedeva, svolgeva la sua attività ed aveva le proprie “radici” era ritenuto, per l’appunto, espressione di quella determinata realtà territoriale e, di solito, era imbevuto dall’humus e dalla “Storia” di quella Comunità. Ne derivava così una forte identificazione che lo portava ad esprimere, non demagogicamente e senza tema di essere smentito, il suo “amore” per il proprio Comune di appartenenza.
Ma ciò avveniva prima dell’avvento del “Sindaco itinerante”, aduso a pluri-innamoramenti per Comuni diversi, o a dichiararsi poligamo sul piano istituzionale in uno stesso periodo di Sindacatura.

Un Sindaco itinerante che riecheggia, per certi versi, l’antica figura del “Podestà”. Non nel senso, però, del ruolo che durante il periodo fascista veniva affidato al gerarca locale, fedelissimo alla “causa”, senza elezioni o partecipazione di quel “popolo” che non poteva neanche votare. Ma a quel “Podestà” istituito nel Medioevo nel periodo dei “Comuni”, che veniva individuato in un “forestiero” chiamato a gestire per periodi determinati un Comune con funzioni di coordinamento delle attività amministrative. Un podestà che era supportato da un proprio “seguito” tecnico di fiducia, stipendiato lautamente, che veniva definito “la familia” e che lo accompagnava sempre nell’espletamento dei suoi vari incarichi in Comuni diversi.

Anche se il podestà doveva necessariamente risiedere, nel periodo della sua “carica”, in città, e per allontanarsene aveva bisogno del permesso del “Consiglio”, e gli veniva vietato di acquistare immobili o di commerciare.

Un sistema che, seppur con meccanismi diversi e attualizzati, ci pare di aver visto rivivere, e che potrebbe assumere una nuova declinazione del tutto “inusuale” rispetto alle leggi e alle normative vigenti oggi sugli Enti Locali.

Con la prospettiva, che viene continuamente posta in risalto sul piano mediatico e raffigurativo e “sbattuta in faccia” alle cittadine e ai cittadini messinesi, della proposta di elezione non di “un Sindaco” ma di un “tandem”, che richiama il “duumvirato” di epoca romana, in cui due soggetti si spartivano il potere loro attribuito.
Ovvero un Sindaco “formale” che appare, e un altro “sostanziale” che decide.
E lo si evince da certe “scelte operative” che hanno preceduto e stanno caratterizzando la fase pre-elettorale ed elettorale, fra cui rientrano la “cinematografica” “carica dei milleuno” e la proliferazione di liste civetta destinate in larga parte a non raggiungere il quorum.
Ma soprattutto, a conferma di quanto sosteniamo da tempo, dalla presenza di due liste di cui una riporta il logo Basile – Sindaco di Messina, e l’altra la dicitura, artatamente ingannevole, perché non attinente alla tipologia di questa competizione elettorale, De Luca – Sindaco di Sicilia.

Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”

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