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Femminicidio Zinnanti, oggi l’incarico per l’autopsia.

- 13/03/2026
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Dal carcere di Gazzi l’ex compagno confessa il delitto ma nega i maltrattamenti pregressi. Martedì 17 marzo Messina scende in piazza Duomo per una fiaccolata in memoria della cinquantenne.

È il giorno degli accertamenti medico-legali, ma è anche il giorno in cui il passato riemerge con tutta la sua tragica chiarezza. È atteso per oggi il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Daniela Zinnanti, la cinquantenne uccisa a coltellate lo scorso 9 marzo.

Nel frattempo, l’inchiesta si scontra con le dichiarazioni del reo confesso. Nel corso dell’interrogatorio svoltosi ieri all’interno del carcere di Gazzi, Santino Bonfiglio, ex compagno della vittima, ha ribadito le proprie responsabilità in merito all’omicidio, confermando la dinamica letale. Eppure, di fronte agli inquirenti, l’uomo continua ostinatamente a smentire l’esistenza di maltrattamenti pregressi ai danni della donna.

Una linea difensiva, quella relativa all’assenza di violenze passate, che si scontra frontalmente con l’evidenza dei fatti e degli atti giudiziari. Bonfiglio, infatti, al momento del delitto si trovava già agli arresti domiciliari. Una misura cautelare scaturita proprio dall’ennesima, disperata denuncia presentata da Daniela nel mese di febbraio, in seguito a un’aggressione che l’aveva costretta alle cure ospedaliere.

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Il dolore per l’omicidio di Daniela Zinnanti si sta rapidamente trasformando in mobilitazione cittadina. Amici, conoscenti e semplici cittadini non vogliono cedere alla rassegnazione. Per onorare la memoria della cinquantenne, è stata organizzata una fiaccolata commemorativa.

L’appuntamento è fissato per martedì 17 marzo, a partire dalle ore 21:00, in piazza Duomo.

Il pensiero di un’intera comunità, inevitabilmente, torna al dramma di Sara Campanella. Ancora una volta, Messina è chiamata a riunirsi, a fare quadrato, a illuminare la notte per gridare il proprio dissenso contro la violenza di genere. Con l’amara speranza che, dopo le lacrime e lo sgomento, questo ennesimo “basta” possa tradursi in una protezione reale e non restare soltanto un’eco nel vuoto.

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