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Crisi infermieristica, nuove lauree e futuro del sistema sanitario: il dibattito alla conferenza stampa dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche

- 10/03/2026
Ordine delle Professioni Infermieristiche
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Si è svolta presso la sede dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche una conferenza stampa dedicata a uno dei temi più delicati della sanità contemporanea: la crisi della professione infermieristica e le prospettive di riforma del sistema sanitario regionale. Al centro dell’incontro moderato dall’ avv. Silvana Paratore legale esperto di politiche sociali, l’intervento del presidente Trino, che ha offerto una riflessione articolata sul momento storico che sta vivendo la professione, tra carenza di personale, evoluzione formativa e nuove sfide organizzative.

All’evento ha preso parte Domenica Centorrino Responsabile Area Territoriale e Dirigente delle professioni sanitarie dell’ Asp ,che ha portato i saluti della Direzione strategica dell’ Asp Messina, del Direttore generale Cucci’, del direttore sanitario Trimarchi, del direttore amministrativo Niutta che, ha ribadito, danno forza alla riforma territoriale e del Direttore Uoc professioni sanitarie Carmelo Spina. Interessante il suo contribuito al confronto sulle prospettive del sistema sanitario e sull’evoluzione del ruolo infermieristico.
Nel suo intervento, il presidente Trino ha ripercorso l’evoluzione della professione partendo dalla propria esperienza personale. «Entrai nella Scuola per Infermieri Professionali nel 1991 – ha ricordato – quando esistevano ancora gli infermieri generici. All’epoca ci venne detto che il futuro della professione passava attraverso l’università».
Da quel momento il percorso formativo degli infermieri si è profondamente trasformato: dalla laurea triennale ai master di primo livello, dalla laurea magistrale ai master di secondo livello fino al dottorato di ricerca. Un percorso che ha portato al pieno riconoscimento giuridico della professione e a un aumento delle responsabilità professionali.
Secondo Trino, tuttavia, a questo impegno formativo non è corrisposto un adeguato riconoscimento economico e giuridico. «Non è cambiato l’inquadramento contrattuale e, nel frattempo, gli infermieri hanno dovuto continuare a garantire anche attività di assistenza domestico-alberghiera», ha sottolineato.

Con riferimento al ruolo degli OSS e il problema del demansionamento si è affermato come nel tempo si è cercato di colmare questo squilibrio con l’introduzione degli Operatori Socio Sanitari (OSS), ma il loro inserimento nel sistema sanitario è stato lento e complesso. Inizialmente non previsti nelle piante organiche, sono entrati stabilmente nelle corsie solo negli ultimi anni, spesso però in numero insufficiente a causa dei limiti di spesa.
Questa situazione ha generato numerosi contenziosi legati al demansionamento del personale infermieristico. Oggi, pur con la presenza degli OSS, il numero di infermieri nelle dotazioni organiche tende a ridursi e la differenza salariale tra le due figure professionali rimane limitata a poche centinaia di euro.
In provincia di Messina, ha evidenziato Trino, operano circa oltre 5.000 infermieri, ma le possibilità di crescita professionale restano estremamente ridotte: nel pubblico impiego si contano soltanto sei dirigenti delle professioni infermieristiche, di cui uno direttore di struttura complessa, e un numero molto limitato di titolari di funzione.

Sul tema “Assistente infermiere e nuove lauree” secondo il presidente dell’Ordine queste misure non rappresentano automaticamente la soluzione alla crisi della professione.

«Stiamo chiedendo agli infermieri un ulteriore sforzo formativo senza offrire certezze reali di crescita economica o di carriera», ha osservato.

Particolari perplessità riguardano la figura dell’assistente infermiere.
Secondo Trino, l’introduzione dell’assistente infermiere potrebbe comportare una riduzione del numero di infermieri nelle piante organiche, come già avvenuto in passato con l’ingresso degli OSS, a causa dei limiti di copertura finanziaria.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il nuovo Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche, entrato in vigore il 22 marzo 2025, che aggiorna principi etici e responsabilità della professione rispetto alle sfide della sanità contemporanea.
Il documento, composto da otto capi e 55 articoli, rafforza l’autonomia e la responsabilità degli infermieri e pone al centro la qualità dell’assistenza. Tra i principi fondamentali figurano la centralità della persona, il contrasto a ogni forma di discriminazione, l’attenzione ai soggetti fragili e il riconoscimento dell’importanza della relazione di cura.
Il nuovo codice affronta anche temi emergenti come l’uso etico dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali, la tutela della privacy dei pazienti, l’obbligo di formazione continua e la sostenibilità ambientale secondo l’approccio “One Health”.

La riflessione si è estesa anche all’evoluzione del sistema sanitario regionale. Secondo Trino, il Servizio sanitario sta finalmente orientandosi verso una dimensione territoriale e di prossimità, con il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e la creazione di nuove strutture come Case di Comunità e Ospedali di Comunità.
Un percorso avviato già decenni fa con le riforme che puntavano alla deospedalizzazione e alla presa in carico domiciliare dei pazienti, ma rimasto a lungo incompiuto.
Le risorse del PNRR rappresentano oggi un’occasione per accelerare questo processo, ma il vero nodo – ha sottolineato il presidente – non è la costruzione delle strutture quanto il loro contenuto. «Case e ospedali di comunità funzioneranno solo se saranno riempiti di professionisti competenti, motivati e in numero adeguato».
In questo scenario assume un ruolo centrale la figura dell’infermiere di famiglia, ancora poco diffusa ma considerata strategica per il futuro della sanità territoriale.

Un’altra priorità indicata durante la conferenza è l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, prevista da tempo dalle normative ma mai pienamente realizzata.
L’aumento delle patologie croniche, infatti, impone un modello assistenziale più integrato e vicino ai cittadini. «La cronicità sta diventando la sfida principale della sanità moderna – ha spiegato Trino – e non possiamo affrontarla senza un reale coordinamento tra tutti gli attori del sistema».

Tra le proposte emerse figura anche la creazione di figure dirigenziali distrettuali dedicate alla gestione dell’assistenza territoriale, per distinguere chiaramente l’organizzazione ospedaliera da quella di prossimità con la medesima impalcatura organizzativa.
In conclusione, il presidente dell’Ordine ha ribadito che gli infermieri sono pronti ad affrontare le nuove sfide del sistema sanitario, ma solo a condizione che alle promesse seguano scelte concrete.
«La mia generazione – ha affermato – ha creduto nel messaggio “formati per crescere”. Oggi i giovani sono più informati e osservano una realtà fatta di responsabilità crescenti, retribuzioni limitate e poche prospettive di carriera. Se non cambierà qualcosa, la crisi rischia di aggravarsi».


La conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Tesoriere dell’ Ordine Santi Barbaro, il segretario Carmelo Giovanni Caminiti ed il Vicepresidente Opi Salvatore Finocchio, si è quindi conclusa con un appello alle istituzioni affinché investano realmente nella professione infermieristica, considerata una delle colonne portanti del sistema sanitario e un elemento indispensabile per garantire qualità, sicurezza ed equità nell’assistenza ai cittadini.

Ordine delle Professioni Infermieristiche
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